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AIRPORTMAN "Modern" (con Stefano Giaccone)
(LIZARD CD 0090 + DVD 002)

AIRPORTMAN_Modern
AIRPORTMAN, assieme a Stefano Giaccone (rilevante musicista della scena indipendente italiana, Franti, Kina, e molte collaborazioni e attività solista), mette in scena “Modern”, un lavoro nelle Terre di confine: Musica, Teatro e Immagine. Una Terra di confine come “l'aeroporto”, il non-luogo metaforico dove vive la Voce Narrante dello spettacolo. La prosa viene incorporata nel rock minimale, filmico (post-rock è definizione che ormai sta stretta, per non dire inadeguata), re-inventando 3 brani dal repertorio di FRANTI, la band Torinese degli anni '80. Il tutto in movimento dentro le luci e le ombre, l'acqua e il cielo, offerte dal video proiettato in simultanea. “Modern”, un lavoro che si vuole irriducibile al tramonto Industriale come pure all’alba della MegaMacchina. Irriducibile per amore.
"Modern" esce come CD e DVD assieme, tappa fondamentale e di grande rilievo per la band di Cuneo, giunta al suo nono appuntamento discografico.





IL GIARDINO ONIRICO "Perigeo"          (LIZARD CD 0091)


GiardinoOnirico-PerigeoLizard records è orgogliosa di pubblicare ufficialmente il primo disco de IL GIARDINO ONIRICO, di condividere un percorso già particolrmente interessante della band laziale, giovane ma già in grado di assemblare con personalità sonorità modernamente progressive dal forte impatto visionario (il nome è del tutto appropriato). Cinque lunghi brani strumentali per oltre 50 minuti, introdotti dai testi e recitato di Marco Marini, tra sinfonicità a tinte space (Pink Floyd, Eloy dietro l'angolo), tratti heavy ed atmosfere neo-psichedeliche vicine a Porcupine Tree e Anathema. 
Importante e caratterizzante è la presenza delle doppie tastiere suonate da Emanuele Telli e Dariush Hakim, ad alimentare la dimensione più rapente ed immaginifica, in dinamica alternanza e consequenzialità ai momenti più  ritmici ed elettrici (ottimo il lavoro chitarristico di Stefano Avigliana, ben coadiuvato da Ettore Mazzarini al basso e da Massimo Moscatelli alla batteria.).
Il Giardino Onirico si impone già da subito come un interessantissimo nome nuovo nel panorama prog italiano, con prospettive ulteriormente foriere di soddisfazioni e... immaginazione! 
 
"Eclettico, armonioso, sinfonico, classico, diretto, forte e delicato...
Sono questi gli elementi che rendono "Perigeo" un album poliedrico in cui varie influenze musicali confluiscono, si fondono per poi mescolarsi e comporre linee melodiche sinuose che avvolgono l'ascoltatore, rapiscono la sua mente, trascinandolo negli angoli bui dei suoi incubi e nelle più celestiali atmosfere oniriche. Questo è Perigeo!"



LAMANAÏF "L'Uomo Infinito"      (LIZARD CD 0089)

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La grande rivelazione di fine 2012 in casa Lizard si chiama LAMANAÏF, deflagrazione sonica, progressive moderno ed innovativo di straordinaria intensità e talento, capace di assemblare musica e teatralità in una formula espressiva di grande originalità.
Sorta di Mars Volta italiani dai tratti heavy-prog e dall'eccellente song-writing, i Lamanaif sanno alternare in uno stesso brano momenti di grande tensione a melodie di notevole impatto, con la figura carismatica del cantante Esteban Vidoz in grande rilievo, particolrmente efficace nel rappresentare incubi ed inquietudini.
"L'Uomo Infinito" è il titolo più emblematico per focalizzare la poetica dei Lamanaif, l'uomo protagonista, centro dell'universo in una prospettiva esistenziale ed emozionale.
Ogni canzone, dall'intro "L'ipnotico salto" (caratterizzato dal didjeridoo), a "Rane", "Magnolia", "Girotondo", "Puzzle!", "Insonne", alla conclusiva "I/O", è un'incessante rollercoaster ritmico ed emozionale, ricco di intuizioni e forza comunicativa. Capitolo a parte merita "L'amami", storia di un amore malato, rabbrividente crescendo teatrale, coinvolgente quanto la più paurosa sequenza di un thriller dai risvolti macabri e psicopatici. Momento unico e memorabile che da solo attesta questa straordinaria new entry nel panorama progressive italiano.

"L'uomo Infinito" viene pubblicato in lussuosa versione super-jewel-box, capace di mettere in rilievo il booklet e la componente immagine attraverso le fotografie affiancate suggestivamente ad ogni brano.
 
"Lamanaif è l'orchestra che dà voce ai pensatori del nostro tempo. E' la metafora musicale del mondo che ci circonda.  Volete seguirci?
Lasciatevi andare ad un flusso sonoro differente, indossate una maschera, camicia di forza e scarpe elegante. Cravatta a piacere.
Ecco, ora siete pronti: prendete una lama ed apritevi la testa"
 
Lamanaif offre all'ascoltatore una lama intellettuale con la quale può aprire la sua mente, e far scorrere dentro di sè tutta l'arte di cui abbiamo bisogno per vivere



FLORA "Sei"    (LIZARD CD 0088)

Flora6
Ancora un gioiello musicale da parte dei Flora, intitolato "Sei" perchè è il sesto disco, ufficiale o meno, della band Piacentina.
I Flora confermano ulteriormente con questo disco il merito raro di sapersi ritagliare un sound stilisticamente così personale
da risultare improbo, persino inopportuno, il cercare di rinchiuderli in una collocazione di genere.
Azzardiamo una descrizione attraverso quel magico mix di post-rock e art-pop-jazz-rock a tinte svagatamente Canterburyane o vicine ai Tortoise più morbidi, che già aveva carattezzato l'ottimo "Traiettorie di Volano", frutto di sensibilità e sapiente scrittura.
Una dimensione poetica di disincantata bellezza, che sa di piccole cose, di quotidianità, che rimbalzano dolcemente in atmosfere soffusamente jazz (anche stavolta non mancano dei pregevoli momenti strumentali con "Tartaruga", "Insalata numero 6" e il maliconico sipario finale di "Tokio"), con i deliziosi intrecci di basso-chitarra-batteria, poi il sax, tastiere e glockenspiel 
a pennellare colori tenui ma decisivi, e le originali interpretazioni vocali di Claudia Nicastro.
 
"40 minuti di intrecci musicali che scompongono e ricompongono un piccolo scrigno fatto di istinto, dolcezza e ironia"



TARAS BUL'BA "Amur"   (LIZARD CD 0086 - WALLACE 156)

TaraBulba-Amur
Taras Bul'ba è tornato dalle steppe sconfinate, ancora più spaesato e imbestialito, ignaro di generi e correnti, come spesso sconnesso e gutturale; più che mai affetto da una cupezza incurabile e innaturali slanci di entusiasmo, trascinato e corrotto da voci remote, bofonchia e rimesta in una sperduta fucina tellurica, smembra e macella brandelli di hard-core e psichedelia, lacera e ricuce putridi scampoli di blues sepolcrale e funk industriale, sogna e si agita in bolle narcotiche ambient e dark, sbuffa rincorrendo calcoli di math minimal mentre erige inarrestabile il fatiscente catafalco di  "Amur".

Discografia:
"Taras Bul'ba"  2000
"Nodo"  2002
"Incisione"  2005
"Secret Chimiques"  2008
"Amur"  2012



HABITAT "Historias Olvidadas" (remix)   (LIZARD CD 0013)

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A celebrazione dei 15 anni dalla prima pubblicazione dell'album d'esordio del gruppo argentino degli Habitat  viene ristampato il primo disco "Historias Olvidadas" (Forgotten stories), finalmente in nuova versione remixata, con cui dare nuova liminosità alle eleganti e melodiche sonorità del gruppo di Buones Aires, guidato dal chitarrista-cantante Aldo Pinelli. Riprendono così vita canzoni gioiosamente fiabesche come "Alguien que nos mienta", "Todos del bosque", "Dos historia del pasado",  "Carreras en el cielo", "Fuman en pipa" ancora animate da freschezza, in un mix prog-etno-folk, in cui sono intravvedibili tratti stilistici e atmosfere vicine alle Orme, Genesis e Yes più melodiosi e pastorali. Due bonus tracks imprezioscono questa ristampa: una nuova versione di "La Montanas de las Ombras" e, soprattutto "No me perturbes",  originale versione di "Non mi rompete" del Banco del Mutuo Soccorso. Un'altra chicca italiana in versione argentina da parte degli Habitat, dopo "Juegos de nina" già inclusa nel loro ultimo album "Tratando de respirar en la furia".

Discografia:
1998 "Historias olvidadas"
2001 "Baul repleto de sugerencias"
2006 "Puente"
2010 "Tratando de respirar en la furia"
2012 "Historias olvidadas (remix)"



RUNAWAY TOTEM   "Affreschi e Meditazione"       (LIZARD CD 0087)

RunawayTotem-Affreschi_e_Meditazione_copertina
"Affreschi e Meditazione" apre un nuovo capitolo nella lunga saga dei Runaway Totem, "Primo Frammento" di "Spiragli dell'Infinito", soprattutto un viaggio nel viaggio. Ovvero un viaggio in mondi fisici e spirituali, fra luoghi realmente esistenti sulla terra e gli affreschi e dipinti che li rappresentano.La musica, stavolta meno oscura ed esoterica ma ugualmente carica di fascino e mistero, si avvolge fra le spire dei "raga indiani", traendo da essi ispirazione e profonda spiritualità.
Sei brani, spesso intorno ai dieci minuti, dall'incedere ipnotico e ritualistico in cui le sonorità mutanti della liuteria elettronica di Cahall de Betel tessono cangianti e visionari arabeschi, intrecciati al preciso e lirico basso fretless di Giuseppe "Dauno" Buttiglione e alle percussioni di Germano "Tipheret" Morghen. 
Merita una citazione speciale "TaT (L'albero cosmico)", con il canto evocativo di Raffaello Re-Tuz Regoli, già noto per la sua stretta assonanza con le vocalità di Demetrio Stratos (dal 1996 Regoli è ideatore e organizzatore della rassegna "Omaggio a Demetrio Stratos).    
Si apre un nuovo mondo da esplorare per la storica band italiana, giunta al decimo album. Un viaggio nell'anima, appena iniziato, già ricco di sonorità meravigliose ed immaginifiche.
 
Discografia:
1993  "Trimegisto"
1996  "Zed"
1999  "Andromeda"
2002  "Tep Zepi"
2004  "Pleroma"
2007  "Esameron"
2009  "Manu Menes"
2010  "Ai cancelli dell'ombra"
2011  "Le Roi du Monde"
2012  "Affreschi e Meditazione"



MONJOIE   "Affetto e Attrazione"       (LIZARD CD 0084)

Monjoie_Affetto-attrazione
Lizard records condivide con entusiasmo il ritorno discografico dei liguri Monjoie a distanza di otto anni da "Il Bacio di Polifemo". Dalle sonorità più etno-acustiche di origine indiana, celtica e araba dei lavori precedenti la band di Alessandro Brocchi devia decisamente verso suoni più urbani ed elettrici dagli evidenti riverberi prog-rock sul confine con la new-wave più colta.
"Affetto e Attrazione" è un viaggio ricco di immagini e poesia, 12 brani, tra cui l'ottimo strumentale "Provviste per il viaggio", sempre sorretti da uno stile originale ed elegante, tra tensioni elettro-acustiche arricchite da  strumenti analogici come il Mini-Moog, il Rhodes MK II, il Wurlitzer 200a, l'A.M. NI B4 Organ e Solina strings.
I testi colti ed evocativi giocano un ruolo centrale e di peculiare importanza, imprescindibili nella calda espressività vocale per il suono Monjoie, sin dall'iniziale "Circumnavigazione di una mente".
Un ritorno di grande fascino e spessore!

"riverberi rock prog e new-wave si rincorrono.......le liriche evidenziano la parte più oscura dei Monjoie, dove l'avversione ai cambiamenti e la non accettazione del passare del tempo provocano un circolo vizioso, un moto perpetuo, navi che non salperanno mai, prue verso la fine"

"...come se Battiato salisse su una navicella spaziale per viaggi tuttavia terreni, traiettorie prog-wave tra le pieghe dell'anima, tra aromi vintage e ampi orizzonti poetici"

 
Discografia:
"Contravveleno" 2002
"Il Bacio di Polifemo" 2004
"Affetto e Attrazione" 2012



ILLACHIME QUARTET  "Sales"  (Zeit Interference - Lizard records)

Illachime-Sales
A tre anni da I'm normal, my heart still works, esce SALES, nuovo lavoro dell'Illàchime Quartet, la band partenopea
attiva ormai dal 2002.
Nel corso di questi dieci anni, la musica dell'ensemble ha sollecitato più volte l'immaginazione di altri musicisti, di varia provenienza e appartenenza stilistica.
I risultati di questo interesse sono stati raccolti in SALES che, oltre a un inedito della band, contiene undici remix, o meglio, undici punti di vista intorno alla musica dell'Illachime Quartet.
Contributi di Mark Stewart, Rhys Chatham, Graham Lewis e molti altri artisti della scena avantgarde internazionale.

Official Website



R11  "Lupus in Trio"   (LIZARD CD 0083)

R11_Lupus_in_trioRound Eleven o più semplicemente R11, terzetto emiliano nato nel 2000, che fa della sacra triade basso-chitarra-batteria un meraviglioso esercizio di libera creatività, senza barriere, senza precodificazioni di genere.
"Lupus in Trio", debutto ufficiale, è in effetti un disco con 7 brani strumentali, posseduto da leggerezza e trasversalità, in bilico su un versante post-rock, ricco di freschezza, tratti quasi intimistici quanto dinamici, di pregevole tessitura, sotto una straniante lente jazz.
Un suono che fa della sua essenzialità e del suo fantasioso interplay (a differenza della usuale formazione trio-jazz ogni strumento assume un ruolo sia melodico che armonico) la sua eccellente forza espressiva e la sua poetica vincente. Sempre sorretto da ottima tecnica, dove non eccelle mai l'ego del singolo musicista, bensì il suonare (e ascoltare) d'assieme.
"Lupus in Trio", una nuova favola musicale, che non difetta di fantasia ed immaginazione, anche in titoli come "Officine Scansadiavoli" e "Il Circolo Esoterico di Bussolengo".


MAGNOLIA "La zona d'ombra"   (LIZARD CD 0085)

magnoliaBASSA_web"La Zona d’Ombra" è un concept-album dei romani Magnolia, riformatisi dopo anni di stop. Il concept è ispirato alla vita di un condannato  a morte nel Texas, una storia raccontata attraverso 14 canzoni di cui 3 strumentali, fatte di flashback, emozioni ed "immagini" coinvolgenti. Il sound dei Magnolia si muove tra atmosfere oniriche tipiche di gruppi post-prog come Anathema, Blackfield, Gazpacho, PorcupineTree, Gathering e quelle di un prog-rock melodico (cantato in italiano) di impatto immediato ed emozionale. Il gruppo è formato da 6 elementi ed è caratterizzato dall'ottima, intensa voce di Chiara Gironi e da un rapente tappeto di strumenti acustici ed elettrici, pianoforte e chitarre “nature”, che , nonostante la dura tematica della pena di morte, cercano di creare un’atmosfera più malinconica e sognante. Splendida la confezione in digipack, corredata da booklet con immagini molto suggestive che aiutano a tuffarsi in queste specie di romanzo in musica.
“La storia che vi raccontiamo è liberamente ispirata a quella di David Hicks, un “Mister X” qualunque, come suggerisce la pronuncia del suo nome. Un giovane uomo di colore, accusato di aver aggredito e ucciso nella sua casa un’anziana parente; un uomo sulle cui responsabilità gravano e ormai graveranno per sempre dubbi. Hicks ha concluso la sua breve esistenza in un carcere del Texas, dopo un processo sommario minato dalla sua modesta condizione sociale e dopo essere stato trasferito da Ellis Unit One nel braccio della morte per ben sette volte prima della definitiva; ha avuto inoltre il triste primato di essere il primo giustiziato del 2000.  Sinceramente, a noi non interessa se Hicks fosse colpevole o innocente. La zona d’ombra nella quale il protagonista del disco si aggira è quella intermedia tra la luce piena dell’innocenza e quella oscura del male: è il luogo del dubbio e del sospetto nel quale ognuno di noi, pur non credendolo possibile, può cadere in qualunque momento, magari solo per il fatto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato; è il senso di impotenza e di ineluttabilità che sovrasta ogni intenzione e, spesso, la stessa realtà dei fatti. Abbiamo cercato di percorrere, immaginando più che altro stati d’animo e flashback di ipotetici ricordi, le tappe cruciali o i semplici momenti di rabbia e di sconforto che possono caratterizzare una vita spesa dapprima ai margini e poi dietro le sbarre; una vita che, pur non esente da aspetti discutibili, era degna di essere vissuta e che nessuno, neanche uno Stato, e per nessuna ragione al mondo, poteva permettersi di spezzare.”


THE BAD MEXICAN "This is the first attempt of a band called"
(LIZARD CD 0082)

TheBadMexicanThe Bad Mexican è una creatura aliena, incombente, difficilmente classificabile. Una banda di banditi sovversivi, destabilizzanti, con una spontanea trasversalità tra morbosa psichedelia, deliranti aggressioni heavy-rock, sperimentazione, ipnotiche ambientazioni ritualistiche. Più kraut-rock che salsa mexicana, con una propensione avant-prog-psych-rock con affinità Mars Volta, storie da scuderia Ipecac colpite da desertiche allucinazioni o affini all'estro creativo poco rassicurante degli Sleepytime Gorilla Museum.
Storie fuorilegge, appunto, non di rado benedette in casa Lizard.


"21 anime senza Dio, in cammino verso l'Inferno. Dal buio al buio, un nuovo personale splendore"
 
"Un album che contiene un numero tale di generi da lasciarti spiazzato. Danze elettrotribali, psichedelia, paludi di rumore e feedback, muri di distorsioni e finestre acustiche, momenti minimali e classic-rock, funk, voci effettate"



LITAI  "Litai"  (LIZARD CD 0081)

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Già vincitori dell'"Omaggio a Demetrio Stratos", i veneziani Litai giungono al debutto discografico già forti di uno stile originale, sul crocevia tra i King Crimson più angolari e le dinamiche trame di marca Tortoise, il tutto a tinte jazz.
Prog-jazz-rock di notevole personalità grazie ad un ottimo interplay di batteria-basso-chitarra-sax, caratterizzato talvolta da declamazioni teatrali, schegge di ieratica poesia (degli Akineton Retard italiani? Anche...).
Litai, un nome nuovo di particolare forza espressiva, uscito dalla fucina veneziana rivierasca del Brenta, che fu una piccola Canterbury negli anni 90, con nomi come Bondage, Antinomia, Lingam, Ledel, Estasia, Nema Niko e Spirosfera.
E proprio della straordinaria meteora Spirosfera i Litai sembrano raccogliere l'eredità, per la tensione sonora, ritmica e lirica.



QUASAR L.S. - "The Dead Dream" (LIZARD CD 0012)

Finalmente disponibile il master del primo misterioso disco dei QUASAR L.S. "The Dead Dream", mai pubblicato precedentemente, le cui tracce originarie risalgono al 1977, riregistrato nel 1995 rispettando assolutamente le composizioni e i suoni originari.
Un concept album di grande fascino intriso di ammaliante psichedelia pinkfloydiana, malinconiche atmosfere ed elettrici deliri hard-rock. "The Dead Dream" è oscura e drammatica storia di morte, presumibilmente anche la morte del sogno lisergico, ricca di ipnotiche tensioni e grandi melodie, cantata con grande intensità interpretativa dallo storico cantante e chitarrista Roberto Sgorlon, testi visionari di Umberto Del Negro.
 
"La colonna sonora per l'ultima notte californiana di Jim Morrison… se non fosse andato a Parigi?"


NOVANTA "Bedroom metal" (Zeit Interference - Lizard records)


Novanta_-_Bedroom_metal_cover_mediumNegli anni Novanta Layne Staley era ancora vivo, Mark Kozelek metteva in scena il suo dramma intimista chiamato Red House Painters, Billy Corgan sognava un rock migliore, i My Bloody Valentine davano un senso al caos e i Mogwai cominciavano una storia fantastica di arpeggi e crescendo. Negli anni Novanta c'erano le torri gemelle, le notti magiche, tangentopoli, le stragi di mafia, il centrodestra di Berlusconi e il centrosinistra di Prodi, la lira ipersvalutata, il petrolio a dieci dollari il barile.
Negli anni Novanta Angelo Badalamenti compose la più bella colonna sonora di sempre, mentre il grande Lance Henriksen ebbe finalmente un ruolo di primo piano con Millennium.
Negli anni Novanta si pensava un Duemila fatto di auto volanti, teletrasporto, viaggi spaziali e guerre solo stellari.
Ecco perché Novanta si chiama Novanta. Una sorta di commento sonoro al rallentatore per ricordare i tempi che furono e per raccontare lo stato d'animo di chi si aspettava un ventunesimo secolo dalle tinte differenti.
Non a caso, novanta è anche il numero che rappresenta la paura.

P.S. - Negli anni Novanta è nata anche Lizard records, che ancor oggi non smette di stupirsi ed emozionarsi quando incontra e condivide momenti di incanto minimale e poesia filmica come in "Bedroom metal", collocabile "giornalisticamente" su versanti post-rock e shoegaze (ma le definizioni spesso, come in questo caso, diventano persino ingombranti)

Scarica gratuitamente l'EP completo di artwork!

Novanta vuole ringraziare sentitamente Vincenzo Ribes per l'opera concessa per la copertina di "Bedroom metal".



RAVEN SAD "Layers of Stratosphere" (LIZARD CD 0077)
 
RavenSad_Layers_cover"Layers of Stratosphere" è una tappa cruciale per Raven Sad, divenuta una band a tutti gli effetti intorno a Samuele Santanna (chitarra e voce). Un nuovo corso con Giulio Bizzarri (basso), Simone Borsi (batteria) e Fabrizio Trinci (piano, organo, Hammond e synth) capace di mettere a fuoco un sound suggestivo ed emozionale, tra progressive e psichedelia. Un magico incontro di morbide sonorità Pinkfloydiane e melodie sinfo-space-prog, caratterizzate da solistiche escursioni chitarristiche, sempre pregevolmente ispirate da uno stupefacente crocevia Gilmour-Latimer-Rothery. In prezioso rilievo le tastiere col proprio apporto atmosferico a melodie dai tratti sognanti ed introspettivi, tra brani cantati e strumentali in efficace coesione stilistica. Dagli oltre sedici minuti di "Lies in the sand", al potenziale singolo "The Highest Cliff", sino alla toccante ballad "Lullabye for a Son", impreziosita da un ottimo solo di sax, tutto scorre come un avvolgente flusso di pensieri, immagini e sentimenti.
Un album ispirato, apice espressivo per Raven Sad, corvo triste, ma quantomai sereno, sognante ed in forma.

Discografia:
"Quoth"  2008
"We are not alone"  2009
"Layers of Stratosphere"  2011



LAGARTIJA "Particelle" (LIZARD CD 0079)
 
Lagartija_FronteIl secondo disco per i Lagartija ripropone le già sorprendenti sensazioni destate con l'esordiente "Ricordi?" (segnalato dalla fanzine belga Prog Resiste come uno dei cd più interessanti del 2009) : un'emozionante concentrato di post-rock e jazz-prog a tinte velatamente Canterburyane, contraddistinto da una toccante poetica. "Particelle" conferma dunque il talento della giovane band piacentina, con un ulteriore scarto in termini di forza espressiva ed identità stilistica. Sonorità e riverberi dell'anima, tra intrecci di chitarre e sax (qualche intrusione soffusa di tromba, tastiere e piano), tra tensione e leggerezza, tra esplosioni rock e umori jazz, con la notevole vocalità ed interpretazione di Sara Aliani (anche al basso). Anche stavolta i Lagartija ci regalano una perla su lunga distanza con gli intensi, ipnotici tredici minuti di "Particelle", rituale intriso di poesia.
Una conferma ed un ritorno importante di un nuovo nome nel panorama underground e progressive italiano.



SPARKLE IN GREY "Mexico" (LIZARD CD 0076)

SIG-MexicoTerzo disco per gli SPARKLE IN GREY, impregnato di suggestioni strumentali post-rock e atmosfere cinematiche avvicinabili a certi God Speed You Black Emperor!, Labradford, Black Heart Procession.
Tra sperimentazione, echi kraut-rock, visionarie derive new wave e tentazioni psichedeliche, "Mexico" è un lavoro di ardua definizione, spesso dai toni cupi, caratterizzato da un violino malinconico, spleen di chitarre e piano, intrusioni di tromba, laptop, samples e cornamuse. 
Un titolo che significa fuga e rifugio, tutt'altro che rassicurante, sopratutto sette brani per quasi un'ora, tra allucinazioni desertiche, ciondolanti movenze western e lande sconfinate. Viaggio inquieto per la mente!  
 
 
Discografia:
"Nefelodhis" (con Maurizio Biachi), CD 2007 
"A Quiet Place", CD 2008
"Whale Heart, Whale Heart" (con Tex La Homa), LP 2010



OUTOPSYA "Fake" (LIZARD CD 0080)

OUTOPSYA.Fake11.11.11
Un doppio album con 11 brani per cd, un disco viola e uno nero, un'ora e mezza di musica disturbante, ossessiva, impervia.
E' il segreto di Fake, il nuovo album degli OUTOPSYA (OUT Of PSYchical Activity), il duo trentino che torna a due anni dall'apprezzato debutto di SUM, pubblicato da Videoradio nel 2009.
Dopo due anni di lavoro in studio - intervallati da numerosi progetti in campo extramusicale come il cinema - gli OUTOPSYA confezionano un disco coraggioso e complesso.

Anche in Fake i componenti del duo Luca Vianini (chitarre, voci, synths e batteria) e Evan Mazzucchi (basso e violoncello) confermano un approccio meditato, rigoroso e denso di idee e collegamenti colti, a partire da una "numerologia inconsapevole":
"Fake è nato come un’unica composizione che, un po’ per comodità e un po’ per caso, abbiamo diviso in 22 brani! Fortuna volle che con 11 tracce in ogni cd le durate complessive dei due dischi risultassero quasi uguali! Queste casualità combinate con una serie di altre coincidenze ci hanno poi fatto optare per l'11-11-11 come release date che cade a pennello! Quindi in un certo senso potremmo dire che siamo stati guidati inconsciamente dai numeri!".
 
Nata come colonna sonora del film muto di Rupert Julian Il fantasma dell'opera (1925), Fake è un'opera che, a differenza di SUM, gioca più sulle atmosfere, sull'elettronica espressiva ed evocativa. Concepito proprio come unica traccia di novanta minuti, il nuovo visionario lavoro degli OUTOPSYA si affranca dai risultati "post-fusion" del suo predecessore per esplorare con originalità territori avant-rock e neo-psichedelici senza dimenticare la lezione di Frank Zappa, Mr. Bungle e King Crimson.

Distribuzione Btf, GT Music Distribution, PickUp Export, Eventyr Records, Ma.Ra.Cash Records, disco disponibile sui principali canali digitali.

Informazioni:

OUTOPSYA Myspace:
http://www.myspace.com/outopsya

OUTOPSYA su Facebook:
http://www.facebook.com/outopsya

Ufficio stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com



GIANLUCA MILANESE - NICOLA ANDRIOLI "Tessere" (LIZARD CD 0078)

Milanese-Andrioli-Tessere"Tessere" è il nuovo progetto discografico a cura del duo Nicola Andrioli (pianoforte) e Gianluca Milanese (flauto).

Attivi sulla scena musicale nazionale ed internazionale da 20 anni, i due musicisti si ritrovano per dar vita ad uno spettacolo musicale incentrato sulle possibili sfumature timbriche dei loro strumenti.
Tutte le composizioni originali sono frutto del percorso musicale che ha caratterizzato la strada dei due musicisti fino ad ora: dalla musica classica al jazz, dalla popolare alla sperimentazione più radicale.
Il risultato è una vera e propria tavolozza di suoni che di volta in volta si compongono per creare paesaggi sempre nuovi.
Tessere ha in realtà un doppio significato: tessere come tasselli di un mosaico variopinto e tessere come ordire una trama musicale basata sull’interplay e sulla ricerca timbrica.




SITHONIA "La soluzione semplice"  (LDV 004)

Sithonia-SoluzioneI Sithonia sono tornati!!!
La storica band bolognese, fra i protagonisti della scena neo-prog italiana negli anni '80 e '90, ritorna con un disco tutto nuovo di brani inediti, a tredici anni da "Hotel Brun". Ed è un ritorno in ottima forma, forte del tipico sound sinfonico dal respiro seventies che da sempre ha caratterizzato la musica dei Sithonia.
"La soluzione semplice" rafforza la saga dei Sithonia, assolutamente degno dei loro momenti migliori ("Spettacolo annullato" del 1992 è ritenuto dalla critica il loro disco più importante), ricco di spunti e variazioni sul tema, sin dalla malinconica "Treni di passaggio", toccando probabilmente il vertice compositivo nei 22 minuti di "Cronaca persa", brano di spicco e già ascrivibile fra i momenti migliori di sempre del sestetto felsineo.
La spiccata impronta sinfonica tastieristica (con dispiegamento di piano, organo e mellotron), le aperture melodiche Genesisiane, alternate a momenti più ritmici e rockeggianti, trovano grande ispirazione, riflettendosi nei testi esistenzialisti di Paolo Nannetti, da sempre valore aggiunto dei Sithonia. Per questo la Locanda del Vento (side-label della Lizard dedita a fragranze prog rock tipicamente italiane) è particolarmente orgogliosa di ospitare anche i racconti dei Sithonia, preziosi alfieri del progressive rock italiano... da oltre venticinque anni.

"...abbiamo capito che era giunto il momento di percorrere un'altra passeggiata "lungo il sentiero di pietra" per il quale ci incamminammo ormai più di 25 anni fa. E La nascita delle nuove canzoni è avvenuta nel giro di pochi mesi, in modo del tutto spontaneo, come tutto ciò che si sa deve avvenire e puntualmente accade"
(Paolo Nannetti - Sithonia)

Discografia:

1989 "Lungo il sentiero di pietra"
1992 "Spettacolo annullato"
1994 "Folla di passaggio" (live)
1995 "Confine"
1998 "Hotel Brun"
2011 "La soluzione semplice"

Sithonia Official Website



MERME - "Live in Singakong" (LIZARD CD 0074)

Merme-Live
Vincitori dell'Unconventional Music Contest di Pisa, figliocci inconsapevoli dei King Crimson più schizoidi e matematici del periodo "Thrack" (and Thrackattack) e degli Zu (senza fiati), i toscani Merme esordiscono con un live in studio dal vibrante ed ipervitaminico noisy-math-rock strumentale, caratterizzato da un eccellente interplay basso-chitarra-batteria, pulsanti deviazioni ed obliquità ritmiche e schegge psichedeliche.
"Live in Singakong" snocciola otto brani mozzafiato, come un interminabile, vertiginoso saliscendi su un deragliante ottovolante. Un sound incendiario, ossessivo, sempre avvincente, a caratterizzare un interessante nome nuovo sulla scena underground avant-rock italiana.

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AIRPORTMAN "Nino e l'inferno"  (LIZARD CD 0073)

Airportman-Nino
Ogni disco degli Airportman è un racconto dell'anima, sussurrare di chitarre ad accompagnare rintocchi e melodie struggenti di pianoforte, a dispiegare immagini, stavolta arricchito da una batteria perfettamente calata nelle ambientazioni di questa sorta di colonna sonora per una storia vera, dolorosa, ai margini.
"Nino e l'inferno" è il nono disco degli Airportman, dopo la parentesi di "Weeds" con Tommaso Cerasuolo.
Si aggiunge alla formazione storica, composta da Giovanni Risso, Marco Lamberti e Paolo Bergese, il batterista-rumorista Francesco "Frank" Alloa che lascia la sua impronta nelle ritmiche, creando suggestioni care ai primi Talk Talk o al lavoro solista di Mark Hollis.
Tutto il disco viene concepito come colonna sonora al racconto "Nino e l'inferno" scritto da Giovanni Risso, temi difficili e dolorosi: la società odierna, la malattia improvvisa, la solitudine...
Un viaggio autentico e crudo visto con gli occhi di Nino, "vero individuo di questi cazzo di anni zero".
Gli scenari musicali sono più dilatati, i brani generalmente più lunghi.
Come dice Loris di Lizard: "Il disco progressive degli Airportman".
Al termine delle otto tracce un regalo di Stefano Giaccone a narrare l'intero racconto sulle immagini vere dell'incontro con Nino.

Dedicato a Nino ed alla sua storia....continua a lottare!


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