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DOWNLOUDERS "Arca" (LIZARD CD 0117)

Downlouders-ARCA"Arca" is a visionary instrumental space-rock trip from the collective DOWNLOUDERS.
A concept as a fantastic soundtrack between epic and melancholic atmospheres.
From the magical psychedelic sound of the seventies (the first Pink Floyd over all) and the cosmic kraut-rock to the dreamlike side of post-rock (Godspeed You! Black Emperor, Mogwai as references).
DOWNLOUDERS is an open space-orchestra with strong use of synths, lysergic guitars, drums, deep bass, electric piano, trumpet, percussions and alien voices.
Just close your eyes to get carried away on a wonderful journey into the cosmos !!!

In casa Lizard Records le creature aliene sono spesso a proprio agio. I DOWNLOUDERS confermano alla grande lo spirito creativo, visionario, di ricerca che spesso ha caratterizzato la storica etichetta trevigiana.
DOWNLOUDERS è un collettivo strumentale aperto (ben 9 sono i partecipanti in questo debutto ufficiale),  dalle profonde connotazioni immaginifiche, escursioni space-prog-rock che proiettano immagini come sequenza di un viaggio. "Arca" è infatti un concept che "racconta" in nove tracce il viaggio su un'astronave a forma di capodoglio da parte degli umani che abbandonano la terra ormai devastata.
Un super-trip cosmico dai tratti epici e malinconici, in cui si incontrano magicamente i primi Pink Floyd, i Godspeed You Black Emperor, i Mogwai, la psichedelia settantiana, il kraut-rock, il post-rock più atmosferico. La gamma sonora è dunque ampia, caratterizzata da un ricco dispiegamento di sintetizzatori, chitarre lisergiche, basso, batteria, percussioni, piani elettrici, tromba, voci aliene.

"Un viaggio nello spazio pieno di fascino e poesia, in cui è facile chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare"



LINGALAD
"Il Canto degli Alberi"  (PCD 2071)

LingaladCantodegliAlberi"The enchanting instrumental album "Il canto degli Alberi" (the sing of the trees) of LINGALAD (the tenth anniversary), the band also known for music inspired to "The Lord of the Rings".
A magical journey between the breeze of the trees, of fairy nature landscapes.
Beautiful melodies and pastoral atmospheres of strings, flutes, percussions and sweet synths. Booklet with wonderful photos"

Lizard Records è lieta di proporre "Il canto degli Alberi", il magico album strumentale dei LINGALAD, a festeggiamento del decennale dall'uscita. Un disco incantevole, capace di catturare davvero la brezza tra le foglie degli alberi, ispirato appositamente ai luoghi meravigliosi dell'Appennino, in particolare del Parco Nazionale dell'Abruzzo. 
Già noto l'ensamble bergamasco per le ambientazioni folkish di matrice albionica, a volte dedicati ai fantastici racconti de "Il Signore degli Anelli" ("Voci dalla Terra di Mezzo" è un altro disco totalmente ispirato al racconto di J.R.R.Tolkien, che ha ottenuto l'apprezzamento della figlia Priscilla Tolkien), ne "Il Canto degli Alberi" esprime un'atmosfera dolcissima e pastorale di corde, flauto (traverso, lakota, tin-whistle), percussioni, synths. Una melodiosa brezza di vento che sospinge verso paesaggi fatati.
Titoli come "Il Faggio Millenario", "Fior di Sogno", "La Grotta delle Fate", "La Foresta di Valle Fredda", "Il Colle dei Lupi", "Piccola Radura della Luna" sono già un suggestivo presagio, rafforzato dalle splendide foto presenti nel booklet.

Secondo classificato al M.E.I. (Meeting delle etichette indipendenti) nel concorso come miglior album strumentale 2005.



INVERNALIA   "s/t"  (LIZARD CD 0116)

Invernalia_Cover"INVERNALIA is a new project from Buenos Aires, from the creative mind of Aldo Pinelli, also leader of the Argentinian band Habitat and author of three solo albums. Now Invernalia come with more instrumental parts, with different atmospheres that
can invoke the first Genesis, Yes and Le Orme of guitar period.
The album is full of sweet melodies, sometimes melancholic, sometimes epic, from seventies style to neo-prog, from baroque textures and rhytmic parts to evocative ambient sounds.

Invernalia are Aldo Pinelli (guitar, bass, keyboards, voice), Mario Pugliese (drums), Paula Dolcera (flute), Sebastian Calise (violin), Eli Minervini (piano), Roberto Sambrizzi (percussions, drums on La Batalla de los cinco ejercitos", inspired by "The Hobbit" by J.R.R. Tolkien).
A new magical moment for south-american progressive rock"

INVERNALIA è un nuovo progetto nato dall'estro creativo di Aldo Pinelli, già leader degli storici Habitat, oltre che autore di diversi album solisti. L'omonimo album apre uno scenario maggiormente strumentale, ricco di variegate atmosfere, a volte delicate e malinconiche, a volte più epiche e movimentate.
"Invernalia" è una coltre di neve su paesaggi diversi tra loro, tra tessiture e atmosfere che possono richiamare Genesis, Yes e Le Orme dei periodi con chitarra, con dolcezza e tratti onirici, tra rimandi seventies e neo-prog, profumi barocchi e momenti più ambientali.
Invernalia si avvale, oltre ad Aldo Pinelli (chitarre, basso, tastiere, percussioni, voce), di Mario Pugliese, Paula Dolcera (flauto), Sebastian Calise (violino), Eli Minervini (piano), Roberto Sambrizzi (percussioni, batteria in "La Batalla de los Cinco Ejercitos", ispirata a "Lo Hobbit").

Invernalia è un nuovo viaggio, che attinge anche dalle escursioni europee di Pinelli, da cui nasce la mini suite "Vajont 9 Octubre 1963 10.39 PM", dedicata alla nota catastrofe.
Un viaggio ancora ricco di fascino, di tante immagini, che sa alimentare con nuova freschezza creativa e compositiva i fasti del progressive settantiano argentino.



LINGALAD "Confini Armonici"        (LDV 011)

Lingalad-Confini_armonici_cover"The new album of the magical storytellers!!!
The previous records were often inspired by
"The Lord of the Rings" and the fantasy tales of J.R.R. Tolkien, now "Confini Armonici" is inspired by the books of the leader Giuseppe Festa: "Il Passaggio dell'Orso" and "L'Ombra del Gattopardo".
Different tales for new adventures and lovely songs.

A graceful trip between folk-rock music, storytelling and wonderful nature"

I personaggi degli acclamati romanzi di Giuseppe Festa ispirano il quinto album della storica band lombarda, inconfondibili cantastorie folk-rock tra narrativa e musica.

Confini Armonici: il ritorno dei Lingalad!

"In Confini Armonici abbiamo raccontato in musica alcuni personaggi dei libri di Giuseppe Festa, approfondendone il carattere o esplorando aspetti che emergevano solo in parte, come il bracconiere Orante Della Morte o il guardaparco Sandro Di Ianni. Fanno tutti parte di quel meraviglioso sottobosco di umanità che ancora si incontra sulle strade meno frequentate, in quegli angoli di spazio e tempo lasciati indietro da una civiltà in perenne corsa. Uomini e donne che può conoscere solo chi ha ancora voglia di sedersi al tavolo di una locanda per parlare. Ma, soprattutto, per ascoltare". Come sempre impareggiabili cantastorie folk-rock, i Lingalad tornano a cinque anni di distanza da La locanda del vento (2010) con il quinto album Confini Armonici, pubblicato da Lizard Records (side-label Locanda del Vento). Un lavoro raffinato e coinvolgente, con una fisionomia sonora e testuale unica nel suo genere, nella quale la canzone acustica è innervata di rock, tra preziosismi melodici e slanci strumentali

Confini Armonici è un disco di "ripartenza" dopo i cambiamenti avvenuti negli ultimi cinque anni nel mondo Lingalad: il fondatore e cantante Giuseppe Festa è diventato un affermato romanziere (Salani, Mondadori Scuola, Piemme) e volto televisivo (Rai2), il longevo organico del gruppo si è rinnovato, mutando in quintetto con l'ingresso di Luca Pierpaoli, Dario Canato e Andrea Denaro accanto a Festa e al co-fondatore Giorgio Parato. Sono proprio i fortunati romanzi di Festa Il passaggio dell’orso (2013) e L’ombra del gattopardo (2014), pubblicati con grande successo anche all'estero, a ispirare Confini Armonici, al crocevia tra narrativa e musica come evoca il titolo: "I confini del mondo letterario e di quello musicale si muovono in modo armonico finendo per intersecarsi, creando un luogo, una "terra di mezzo", in cui ha messo le radici la nostra musica". 

A proposito di "terra di mezzo", sono lontani i tempi degli esordi, quando i Lingalad cantavano le avventure tolkieniane, ma resta viva nel loro immaginario musicale un'idea di canzone folk-rock che dia voce al mondo della natura: "Molti ci chiedevano di ritornare alle origini e di pubblicare un altro album su Tolkien, magari ispirato a Lo Hobbit, ma non ce la siamo sentita di realizzare un album solo per rincorrere l’attenzione dei media. Tuttavia un aspetto che è rimasto costante è il potere evocativo della natura. Una natura viva, personificata, che permea i testi delle canzoni quanto le pagine dei romanzi. In questo senso, le nuove canzoni sono altrettanto “elfiche” di quelle di Voci dalla Terra di Mezzo, seppure spogliate dalle componenti fantasy del nostro album di esordio".

LINGALAD:
Giuseppe Festa (voce e flauti)
Giorgio Parato (batteria)
Luca Pierpaoli (chitarra acustica)
Andrea Denaro (strumenti etnici)
Dario Canato (basso)

Info:


ANACONDIA "L'Orizzonte degli Eventi"         (LDV 010)

Anacondia-Orizzonte_degli_eventiThe first official album for ANACONDIA, prog-band from Milan with an excellent
RPI sound, produced by Lizard Records (side-label Locanda del Vento).
"L'Orizzonte degli Eventi" contains seven tracks with different atmospheres, each characterized by superb quality of composition: from heavy-prog parts to melodic moments, from emotional prog-folk ballads to psychedelic-Floyd movement (the grand finale of "Il Colore dell'Aria" with a nice saxophone) . Sometimes the sound of ANACONDIA can remind LA MASCHERA DI CERA, projected from '70 to '90 years. But always with its own style and personality, with lovely arrangements where keyboards & piano, vocals, flute, the drums and bass progressions, and  the ever emotional guitar-work find a perfect balance.

Quella degli ANACONDIA è una storia lunga vent'anni. Un lungo viaggio, non sempre agevole, che finalmente trova suggello nel primo album ufficiale "L'Orizzonte degli Eventi", nuova produzione targata Locanda del Vento (Lizard Records side-label).
Ed è un esordio coi fiocchi: sette brani di chiara matrice progressive che sanno esprimere diverse atmosfere, ma soprattutto frutto di un'ottima scrittura, pregevoli arrangiamenti e melodie sempre avvincenti. Un mix che a tratti può ricordare, oltre a taluni rimandi hard-prog tra i '70 e i '90, lo stile italian-prog de La Maschera di Cera. Non si fa mancare nulla il sound degli Anacondia, dalle tinte heavy-prog di "Eroi di Solitudine" e di "Gerico" con le proprie variegate evoluzioni (ottimo anche il flauto tra le pieghe di "Nel Silenzio"), allo splendido song-writing di "Ideale o Verità", sorta di ballad in crescendo dagli umori folk (in un'ipotetica hit-parade del rock progressivo italiano sarebbe da primissimi posti), sino a momenti psichedelico-floydiani come nel suggestivo finale di "Il Colore dell'Aria", col sax protagonista. Nessun momento di flessione per tutto l'arco del disco, caratterizzato anche dall'eccellente guitar-work di Walter Marocchi, dai tratti sinfonici delle tastiere di Andrea Canonico, dalla calda voce e flauto di Gabriele Ramilli (suoi anche i testi, mai banali, con profondità e poesia), dalla duttile sezione ritmica di Vincenzo Valerio (basso) e Antonio Emanuele Sergi (batteria).

Si sono fatti attendere gli Anacondia, tuttavia già conosciuti nell'underground prog, ma ora lasciano il segno. Un segno importante per la personalità e la musicalità, che potrà distinguerli sin d'ora nel panorama progressive italiano.



LVTVM "Adam"
    (LIZARD CD 0115)

LVTVM_Adam
LVTVM è una creatura aliena, figlia di oscurità Sabbathiane e fratture post-Crimsoniane. "Adam" è un concept in nove tracce dalle sonorità epiche, sature, apocattiche. Due bassi, batteria e synth.
Le loro composizioni strumentali hanno una solida base post-metal-prog e doom-stoner ma non disdegnano aperture ambient, esplorazioni psichedeliche, divagazioni jazz.
Una strada ulteriore per il progressive del nuovo millennio!

LVTVM is an alien creature, daughter of Sabbath darkness and post-Crimson fractures. "Adam" is a concept with nine tracks of epic, saturated, apocalyctic sounds.
Two basses, drums and synths. Their instrumental compositions have a solid post-metal-prog and doom-stoner but also like openings ambient, psychedelic explorations, jazz digressions.
A further way for the progressive rock of the new millennium!

CONCEPT di ADAM
"Adam" è il primo uomo, plasmato dalla terra, legato ad essa in maniera profonda. Lui stesso è terra, un' esaltazione di essa (Session 1). Egli si evolve parlando e camminando, cambia, diventa altro da sé, si rinnova senza mai dimenticare quello che è stato, fino a scontrarsi con la realtà che lo circonda (Twalking).
Poi un’allucinazione, un sogno vago e fragile: questo è ciò che si chiama realtà (The Dreamer). L’ uomo si accosta ad essa attraverso i sensi, ponendosi come misura di tutte le cose, ma non riesce a tracciarne i confini.
Ne consegue una crisi interiore in cui egli si mette in discussione, trovandosi in bilico tra la sua natura terrena e la volontà di erigersi verso il cielo (Internal Desease).
Ma la terra trema (Tremorz) ed insieme a lei trema anche l’uomo che di terra è fatto.
Tremano le certezze che lo hanno sempre sorretto, si disgrega la crosta terrestre a cui si era sempre ancorato.
La conoscenza che prende le mosse da questo stravolgimento (Gnosis) è inizialmente legata alla terra, alla matrice, poi sempre più metafisica ed intangibile. Essa proietta l’uomo oltre le proprie potenzialità, uno slancio insondabile.
Egli pecca di tracotanza (Hybris), abbandonando la propria animalità e mettendosi sullo stesso livello del divino. è un affronto che scatena l’invidia degli dei stessi (Fthonos Theon).
La loro vendetta sarà una giustizia compensatrice (Nemesis) che ricorderà all’uomo dove deve stare, ma soprattutto da dove viene e dove, suo malgrado, tornerà inesorabilmente.

ADAM'S CONCEPT
Adam is the first man, shaped from the earth, profoundly bound to it. He is earth himself, an exaltation of it (Session 1). He evolves by talking and walking, changing, becoming someone else, renewing himself, yet never forgetting what he was, until challenging the very reality surrounding him (Twalking).
Then a hallucination, a blurry, frail dream: this what is called reality (The Dreamer). The man approaches it through the senses, taking himself as the measure of all things, yet not managing to trace its bounds. An inner crisis arises and he begins questioning himself, poised between his earthly nature and the tension towards the sky (Internal Disease).
But the earth shakes (Tremorz) and, together with it, the man made of earth shakes. All certainties supporting him, the crust of earth he clings to also shake. The conscience moving from this turmoil (Gnosis) is initially bound to the earth, to its womb, than becoming more and more metaphysical, intangible. It projects the man beyond his potentials, with an unfathomable elan vital.
He becomes overconfidently proud and arrogant (Hybris), abandoning his animal nature and aspiring to the height of the gods. This outraging self-confidence offends and arouses the gods’ envy (Fthonos Theon).
Their revenge will take the form of an implacable justice (Nemesis) telling the man where he belongs, but mostly where he comes from and where he will inexorably return.



SINTONIA DISTORTA "Frammenti d'incanto" (LDV 009)

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On the Lizard side-label "Locanda del Vento" the debut of the hard-progsters SINTONIA DISTORTA: 11 songs of majestic, epic italian hard-prog, from the long ride of "Anthemyiees" to the final track "Il Vento dei Pensieri"
Great melodies, strong heavy progressions, epic and romantic atmospheres.
A new interesting name in the italian prog-rock scene.

La Locanda del Vento (side-label della Lizard) apre i battenti al debutto discografico dei SINTONIA DISTORTA, quintetto lodigiano che sancisce con questo disco vent'anni della propria storia underground. Ed è un esordio in grande stile hard-progressive, che sa coniugare tensione ed energia rock a sonorità epiche e sinfoniche.
"Frammenti d'incanto" è la sequenza di undici canzoni dal grande impatto ritmico e melodico, che sanno sprigionare tensioni rock, atmosfere maestose, passione e forza espressiva nel segno di un song-writing sempre avvincente, con la vocalità e gli ottimi testi (sempre in italiano) di Simone Pesatori in grande rilievo.
Gli oltre nove minuti di "Anthemyiees" sono il manifesto del sound di Sintonia Distorta, un'epica cavalcata, con tastiere e chitarra protagoniste, lanciata verso un sogno da raggiungere o da bruciare nel volgere di una notte. Una trascinante progressione che caratterizza anche "Il Cantastorie", "Il Suono dei Falsi Dei" e "Il Canto della Fenice", "Pioggia di Vetro", ma non mancano momenti di grande respiro melodico come "Menta e Fragole", "I Ponti di Budapest", "No Need a Show".

Nel nome di un hard-prog italiano che ha tanta tradizione nei seventies, ma anche nell'eco di un certo british-heavy-rock (talvolta sovvengono certi Uriah Heep), riaggiornato e rivitalizzato con odierna freschezza, Sintonia Distorta pone il suo primo suggello nel panorama prog-rock nazionale. Con umiltà, tanta energia, ottima scrittura compositiva e....tanto cuore.

"Frammento, dopo frammento….un “piccolo grande” incanto
nato diversi anni fa, in un piccolo seminterrato nel centro di Lodi!"



ROZ VITALIS "Lavoro d'Amore"   (LIZARD CD 0114)

Roz-VitalisL'ultimo album dei ROZ VITALIS, l'ottavo da studio, inizia una nuova fase per il gruppo di San Pietroburgo. Come i precedenti quattro dischi, "Lavoro d'Amore" (titolo che omaggia il prog italiano) contiene pura musica strumentale.
Il suono in generale è basato sulle tastiere di Ivan Rozmainsky, da sempre il leader della band, ma trova un'importante alchimia con batteria, percussioni, basso, chitarra elettrica e acustica, flauto e tromba. Soprattutto questo album ha un piglio più prog-rock fra tutti i lavori del gruppo russo, registrato con un vero interplay da concerto.
Lo stile espresso da "Lavoro d'Amore", tipico dei ROZ VITALIS, può essere descritto come "un ramo inclassificabile del progressive rock". Tuttavia, anche per il peculiare dispiegameto di tastiere (grand Steinway piano, harpsichord, Hammond, Tesla Delicia mini 2, Elka Rhapsody 490 e altro), si potrebbe collocare tra il prog sinfonico e l'avant-prog, con
influenze psychedelic-art-rock.
"Lavoro d'Amore" è la sequenza di undici episodi strumentali, dal tratto romantico e immaginifico, a volte dal respiro lieve, incantato e pastorale, a volte più incalzanti.
"La musica di ROZ VITALIS ha a che vedere con l'ineffabile e l'insondabile. In particolare "racconta" l'aspirazione umana per una luce inaccessibile"

The newest album “Lavoro D’Amore” starts the new stage of ROZ VITALIS biography. Like four previous full-length studio releases, "Lavoro D’Amore” album contains purely instrumental music. The sound in general is based on the keyboards by Ivan Rozmainsky who is permanent leader of the band, but drums, percussion, bass, electric and acoustic guitars, flutes and trumpet are also very important! This is the most “rockish” album of the band, and it was recorded completely without guests reflecting “concert power” of ROZ VITALIS. The style of "Lavoro D’Amore" – like any other ROZ VITALIS stuff – can be described as the "Unclassifiable Branch of Prog Rock". However, such tags as "Psychedelic Art-Rock" or "Between Sy
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