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TOM MOTO "Allob Allen"  (LIZARD CD 0107)

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Dopo i notevolissimi riscontri ottenuti col primo album "Junk" (disco italiano dell'anno Progawards 2008), i pisani TOM MOTO tornano finalmente sul fronte discografico con "Allob Allen".

Un gioco di rimandi: allo specchio significa "nella bolla", con la citazione del folletto Allen di Canterburyana estrazione. Ma è soprattutto un crocevia esplosivo, che sa coniugare jazz-punk-funk-prog in una miscela allucinogena potente e destrutturante.
Un sound stavolta dai tratti più psichedelici, sempre caratterizzato dal trio basso-batteria-tromba (+synth), ma sempre capace di deliranti assalti ritmici e di camaleontiche digressioni atmosferiche.
In tal senso anche l'apporto dei vocalizzi quasi liturgici del duo "Belle di mai" apportano una dimensione mantrica finora inedita nel sound dei Tom Moto.
"Allob Allen" è anche l'insieme, coeso quanto imprevedibile, di sei lunghi brani (dai 7 agli 11 minuti col picco dei 16 di "Ampullaria"), dove la tecnica strumentale, l'eccellente interplay, la forza espressiva, fanno dei Tom Moto uno dei gruppi più originali della scena avant-prog italiana.



STEFANO GIACCONE "Aria di festa"      (LF CD 009)

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Nuovo CD di Stefano Giaccone (coi FRANTI e i KINA le sue esperienze più importanti) pubblicato da "La Luna e i Falò" side-label di Lizard Records. Undici canzoni registrate e mixate nello studio casalingo di Gianluca Della Torca (Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo/ Lordog) produttore artistico dell’intero album e STUDIO OFF di Marco Milanesio, dall’Agosto all’Ottobre 2013.Tutte le canzoni sono originali a parte una versione italiana, arrangiata da Mario Congiu e SG, di “When I’m gone” di Phil Ochs. I musicisti coinvolti sono stati i due giovani “rockers” Talee Giaccone e Jacopo Della Torca, i Maestri del Rock e del Jazz Mario Congiu e Fra Diavolo, oltre agli stessi Gianluca Della Torca e SG.

La produzione esecutiva è a cura di Open Mind Assoc.



INNER DRIVE "Oasis"       (LIZARD CD 0104)

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Debutto discografico per i russi INNER DRIVE, pubblicato orgogliosamente da Lizard Records.
La band moscovita, fondata nel 2006 (si definisce ispirata al progressive inglese, citando nomi come King Crimson e UK) guidata dal notevole tastierista Sergey Bolotov, sa proporre del progressive-fusion strumentale dal peculiare respiro sinfonico, dotato di straordinaria dinamicità e raffinatezza.
Dieci brani caratterizzati da tessiture avvincenti ed eleganti, con le tastiere sempre in rilievo, ottimamente supportate da eccellenti trame ritmiche, arricchite splendidamente da violino, flauto (particolarmente ispirati e di notevole tecnica questi ultimi) e chitarra.
"Oasis" è un album che sa essere eclettico e travolgente, ai confini di un certo avant-prog-rock dalle connotazioni melodiche e cameristiche.
Una grande scoperta dal nuovo scenario progressive dell'est europeo!



GIARDINO ONIRICO
"Complesso K MMXIII"     (LIZARD CD 0098)

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Ancora un disco sorprendente, originale, emozionante dalla giovane prog band laziale
IL GIARDINO ONIRICO: un concept album strumentale in quattro lunghe parti (più l'intro), con la voce narrante di Marco Marini, in un crescendo di visionarie tensioni modern-prog a tinte heavy-sinfoniche, con la particolarità delle doppie tastiere.
Un altro splendido viaggio, che sa condurre in mondi evocativi ed immaginifici!

Another astonishing trip from the young band IL GIARDINO ONIRICO: a concept album with four long tracks, in a growing of emotional, visionary atmospheres in modern-prog way, with the double keyboards, a touch of heavy-prog.
A modern symphonic trip in the world of fantasy, space, poetry and imagination!
 
La suite Complesso K nasce come concept album sperimentale diviso in quattro parti più intro ed originariamente fu composta tra la fine 2008 e la prima metà del 2009 dai primi membri fondatori de Il Giardino Onirico, S.Avigliana, E.Telli, M.Moscatelli ed E.Mazzarini .
Nell’estate del 2009 la band, con particolare successo, presenta l’opera al concorso locale per gruppi emergenti “Salefino Rock” vincendo l’edizione. Al termine del concorso entrerà nella formazione del Giardino anche D.Hakim dove si introduce con l’arricchimento di parti di tastiera ed effetti. Nel 2010 infine iniziano le incisioni in studio.
In quell’anno quindi nasce l’EP Complesso K a cui però non seguirà ne la pubblicazione ne la distribuzione come album ufficiale ma rimarrà soltanto in versione demo e reso on-line sui più noti siti web di contenuti multimediali per un periodo di tempo.
Il progetto quindi venne riposto nel cassetto in quanto la band inizia già a comporre nuovi brani con l’entrata nel gruppo di M.Marini in qualità di voce narrante, gli stessi brani che poi daranno forma all’album “Perigeo” album di esordio de Il Giardino Onirico pubblicato ufficialmente nel 2012 tramite la Lizard Records.
All’inizio del 2013 la band, oltre a lavorare già su nuovi inediti, riprende ad eseguire Complesso K e, dopo averla attentamente rivalutata, decide finalmente di trasformarla in album ufficiale.
Di lì, a partire dagli incisioni originali del 2010, inizia il lavoro di re-editing che consiste fondamentalmente nell’incisione di nuove tracce batteria e la parte introduttiva totalmente rinnovata, questa volta con la voce di M.Marini. Tutto il resto rimane pressoché invariato rispetto alla versione originale, proprio per non alterarne l’essenza. L’opera infine viene interamente re-mixata e remastered sfoggiando un nuovo sound più ricco, vivo e dinamico ed il risultato finale è Complesso K MMXIII.



MESEGLISE "L'assenza"     (LIZARD CD 0099)

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Méséglise è un nuovo progetto nato dall'idea di Paolo Nannetti e Marco Giovannini, rispettivamente tastierista (nonchè autore di buona parte della produzione) e cantante solista dei Sithonia, storica progressive band bolognese.
Lo stile, gli arrangiamenti, le melodie rimangono fortemente debitrici della dimensione Sithonia (certe predilizioni folk-prog e vintage, mellotron incluso), ma Méséglise pone in primo piano l'essenza della forma canzone. In fondo è sempre lo stesso epicentro della poetica nei Sithonia, stavolta racchiuso dai Méséglise, con delicatezza e pregevole gusto melodico, in dodici immagini-canzoni.
 
Con le canzoni scorrono via via i luoghi di ambientazione, dall'isola nel Mediterraneo ("Stelle di Lefkos") all Cinque Terre ("La fotografia"), alleDolomiti trentine (già protagoniste della suite "Cronaca persa" presente nell'ultimo disco dei Sithonia) con "La risposta", alle amate colline bolognesi ("Il fiore e la finestra" e "Così è stato").
 
Méséglise come citazione letteraria (la strada che, nella "Ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, il narratore percorre, inebriato dal profumo delle siepi di biancospino, incrociando casualmente gli occhi della fanciulla che gli ruberà il cuore).
In particolare le canzoni de "L'assenza" rappresentano tanti quadretti di memoria, sui luoghi e sulle persone conosciute e sulla difficoltà di comunicare, di trasmettere sensazioni e affetto.
Raccontano di parole inghiottite dal silenzio, dall'incomprensione o dall'abitudine.
 
Nel loro sito ufficiale ( www.meseglise.it ) i Méséglise così si presentano:
"Non ci interessano le forme pre-confezionate della musica leggera, ma non abbiamo nè l'ambizione nè la volontà di proporci come fautori di alcuna ricerca al di fuori della tradizione della musica italiana. I nostri brani rivelano anche la musica che più ci piace ascoltare, dalla canzone da'utore, al rock progressivo fino al folk, mantenedo, sia pure in modo inusuale, le forme proprie (e più sincere) della musica leggera"



L'ALBERO DEL VELENO "Le radici del Male"     (LIZARD CD 0094)

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"Un fantastico nuovo progetto strumentale, con grandi affinità con la filmica musica "orrorifica" dei Goblin (più prog-rock che jazz), le atmosfere incombenti, le forte tensione emozionale. Ensemble di tastiere-chitarra-basso-batteria-flauto-viola. L'Albero del Veleno: una nuova straordinaria band italiana!!!

L'ALBERO DEL VELENO pianta le sue radici nel 2010 per creare musica strumentale seguendo lo stile nato dalle colonne sonore dei film thriller e horror degli anni '60, '70 e '80. Le varie influenze musicali, assieme alla passione per il cinema, vanno a formare un progetto fortemente introspettivo ed emozionale, reso ancor più particolare dall'apporto video presente in tutte le performance dal vivo; ogni brano scritto è infatti affiancato da una sceneggiatura originale per la realizzazione di cortometraggi. La band si occupa inoltre della composizione di colonne sonore per film horror su richiesta.
 
"A new fantastic instrumental project, with special affinity with the horror movie sound of Goblin (more prog-rock than jazz), the looming atmospheres, the high emotional tension.
Keyboards-guitar-bass-drums-flute-viola ensemble.
A new excellent italian band!!!"

L'ALBERO DEL VELENO plants its roots in 2010 to create instrumental music following the style born from the soundtracks of horror and thriller movies of the '60s/'70s/'80s. The various musical influences, along with the passion for cinema, form a project strongly introspective and emotional, made even more special by the video contribution always present in live performances; every song is in fact supported by a original screenplay for the production of short films. The band is also responsible for composing soundtracks for horror movies on demand.




AURORA LUNARE "Aurora Lunare"        (LDV 006)

Aurora_Lunare"AURORA LUNARE: un disco che pare racchiudere tutta la magia, i suoni e l'ispirazione degli anni migliori del progressive italiano, con particolari affinità con Le Orme e Banco per la peculiare propensione tastieristica.
Un vecchio sogno mai sbiadito, mai dimenticato, che diventa meravigliosa realtà!!!"



Lo sappiamo da sempre: gli anni '70 sono stati la miniera d'oro del rock progressivo, e l'Italia ne è stata splendida rappresentante con tanti fantastici gruppi tuttora rispettati nel mondo.
Quel che ancora sorprende è poter ancora scovare ulteriori meravigliose realtà pienamente coinvolte nella straordinaria fucina prog dei seventies.
Lizard records, e nello specifico la serie della Locanda del Vento, condivide con grande entusiasmo ed emozione il primo album ufficiale degli AURORA LUNARE, gruppo labronico nato nel 1978, con pregevoli concerti all'attivo tra cui quello prima della PFM allo stadio di Livorno.
Un album omonimo dunque a rendere merito e giustizia ad una band che avrebbe potuto prendere parte autorevole al banchetto delle celebrità se non avesse avuto il torto di ritrovarsi collocata sul finire del decennio, quando il sogno del pop avanguardistico, definito progressive per convenzione, era ormai dissolto.
Un album che vuole riproporre i brani originali di quegli anni, con lo stesso spirito ed enfasi creativa, capaci di unire sinfonicità, sperimentazione, poesia e bellissime melodie, registrati oggi con ulteriore forza espressiva, con ospiti di rilievo come Tolo Marton (una partecipazione preziosa nella riproposizione di "Ritorno al Nulla" da "Felona e Sorona"), Gianluca Milanese (ormai uno dei flautisti più apprezzati in ambito prog e jazz), Alessandro Corvaglia (inconfondibile, grande voce de La Maschera di Cera).
La struggente bellezza di "Eroi Invincibili" (un potenziale classico seventies, dove la voce di Mauro Pini duetta con quella di Corvaglia), la misteriosa sinfonicità vintage di "Evasione di un'idea", il toccante lirismo di "Riflessi indicativi", la progressione e le diverse atmosfere di "Mondo Fantasmatico", "Secondo dubbio", il tratto sperimentale di "Corsa senza meta" e "Interlunio", l'epicità hard-sinfo strumentale di "Sfera Onirica".
Il gran finale con "All'infuori del Tempo" e "Ritorno al Nulla" con Tolo Marton special guest, omaggio ad una delle pagine più belle del prog italiano, particolarmente apprezzate dagli Aurora Lunare.

Le parole di Alessandro Corvaglia de La Maschera di Cera relative al brano "Eroi Invincibili", cantato in duetto con Mauro Pini (parole splendide perchè scritte col cuore, con sincera emozione, perchè Alessandro era presente, giovanissimo, al concerto degli Aurora Lunare il 29 Aprile 1980):

"E' fatta!
Da quel 29 aprile 1980, da quando un sipario si aprì su alcune indimenticabili note di piano Wurlitzer, mi sono legato ad una melodia che non mi ha più abbandonato, covando intimamente non solo l'estatica e infinita ammirazione per la sua bellezza ma anche l'istinto di "rubarla" più e più volte per cantarla e suonarla fra le mie quattro mura, da quanto l'amavo...
Adesso, fra qualche tempo, uscirò da quelle quattro mura, in sella al sogno rincorso da più di trent'anni, abbracciato a persone con cui non ci siamo mai lasciati o persi di vista...
Il desiderio si è avverato!
E' una BUONA domenica..."




CIVICO 23 "Siero Progressivo"          (LDV 005)
 
CIVICO_23Una scarica di adrenalina e di fantasia hard-progressive di chiara ispirazione seventies investe stavolta la Locanda del Vento (Lizard side label): CIVICO 23, giovane band romana raccoglie il testimone del prog italiano degli anni 70, in primis band di riferimento quali Il Biglietto per l'Inferno, Museo Rosembach, (in termini odierni l'accostamento più facile è quello con Il Bacio della Medusa), innestandoci grande pathos e nuova energia.
Caratterizzate dall'istrionico cantante Massimo "Joe" Galatone e dall'avvincente sound d'assieme (due chitarre, tastiere e sezione ritimica), le canzoni dei Civico 23 diventano racconti in musica, epiche saghe di menestrelli, draghi, cavalieri ("Il Menestrello", Il Cavaliere Illuso"), pirati ("Paura Infinita"), viaggi interstellari ("Urano"), visioni apocalittiche ("I sette Angeli"), vertigini di volo ("Delirio ad Occhi chiusi"), fantasmi (i quasi 16 minuti de "Le Ultime grida di Galeria").
Un susseguirsi intenso ed affascinante di progressioni hard-prog, di riff e assoli entusiasmanti, di
coinvolgenti atmosfere seventies grazie al suono vintage tastieristico.
Schegge di poesia ("Aureo" e il defluire finale delle onde di "Rimane il mare") arricchiscono il fascinoso connubio di impatto, tensione e magia.

Civico 23: una nuova realtà si affaccia nel panorama progressive italiano, giocando con decisione le proprie carte, da subito molto promettenti!




SPARKLE IN GREY "Thursday evening"       (LIZARD CD 0092)

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Nuova avventura discografica per gli SPARKLE IN GREY, progetto unico e fascinoso, ormai consolidato da anni, sorta di Godspeed You Black Emperor! italiani grazie ad un'originale dimensione strumentale
dalle movenze filmiche.
Dopo l'apprezzato "Mexico" arriva "Thursday evening" a ribadire un visionario respiro post-rock,
arricchito di svariate sfumature, striato di elettronica, ma soprattutto caratterizzato da particolari intrecci timbrici, soprattutto da un violino protagonista che sa dettare malinconiche melodie ed estatiche atmosfere.

www.sparkleingrey.com



ALDO PINELLI "Suite Italiana"         (LIZARD CD 0095)

Aldo-Pinelli-SUITEUn altro prezioso tassello nella discografia del musicista argentino ALDO PINELLI (già leader della band Habitat).
"Suite Italiana", sin dal titolo ma soprattutto nei tratti musicali, vuole omaggiare soprattutto l'Italia e i luoghi visitati nella sua prima permanenza italiana: Roma, Firenze, Venezia e Treviso. La suite che conclude l'album è un magico evolversi di diversi tratti stilistici, che coglie il suo culmine quando Venezia diventa un ponte culturale tra Occidente ed Oriente.
Non mancano tuttavia altri momenti "descrittivi" legati ad altre immagini e viaggi del musicista di Buenos Aires, che scorrono con cognizione filmica, a volte con le tastiere in rilievo, altre con chitarre classiche, acustiche (soprattutto) ed elettriche, tipiche della produzione solista di Pinelli.
Come nel precedente "Temporada de Lluvia" si confermano sonorità introspettive ed ambientali, parti strumentali che si alternano a brani cantati, solitamente deliziosamente intimistici, sempre accompagnate dai fidi Paula Dolcera (violoncello), Silvia Pratolongo (percussioni), Roberto Sambrizzi (batteria).
L'album ci regala anche una perla con "Encuentro posible entre Piazzolla y Fripp", incrocio particolarmente arguto e fascinoso tra le angolari obliquità Crimsoniane e il tango colto di Astor Piazzolla. Un momento di grande magia!

Discografia:
- Una selecion de viejas canciones: Montanas, bosque y lagos   2007
- Mantos y tapices sobrepuestos: otre selecion de viejas canciones   2009
- La Era de Melania: mujeres, lugares y momentos  2011
- Temporada de lluvia  2012
- Suite Italiana  2013
 
Con Habitat:
- Historias olvidadas  1997
- Baul repleto de sugerencias  2001
- Puente  2006
- Tratando de respirar en la furia  2010
- Historias olvidadas - Remix  2012



AIRPORTMAN "Modern" (con Stefano Giaccone)
(LIZARD CD 0090 + DVD 002)

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AIRPORTMAN, assieme a Stefano Giaccone (rilevante musicista della scena indipendente italiana, Franti, Kina, e molte collaborazioni e attività solista), mette in scena “Modern”, un lavoro nelle Terre di confine: Musica, Teatro e Immagine. Una Terra di confine come “l'aeroporto”, il non-luogo metaforico dove vive la Voce Narrante dello spettacolo. La prosa viene incorporata nel rock minimale, filmico (post-rock è definizione che ormai sta stretta, per non dire inadeguata), re-inventando 3 brani dal repertorio di FRANTI, la band Torinese degli anni '80. Il tutto in movimento dentro le luci e le ombre, l'acqua e il cielo, offerte dal video proiettato in simultanea. “Modern”, un lavoro che si vuole irriducibile al tramonto Industriale come pure all’alba della MegaMacchina. Irriducibile per amore.
"Modern" esce come CD e DVD assieme, tappa fondamentale e di grande rilievo per la band di Cuneo, giunta al suo nono appuntamento discografico.





LAMANAÏF "L'Uomo Infinito"      (LIZARD CD 0089)

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La grande rivelazione di fine 2012 in casa Lizard si chiama LAMANAÏF, deflagrazione sonica, progressive moderno ed innovativo di straordinaria intensità e talento, capace di assemblare musica e teatralità in una formula espressiva di grande originalità.
Sorta di Mars Volta italiani dai tratti heavy-prog e dall'eccellente song-writing, i Lamanaif sanno alternare in uno stesso brano momenti di grande tensione a melodie di notevole impatto, con la figura carismatica del cantante Esteban Vidoz in grande rilievo, particolrmente efficace nel rappresentare incubi ed inquietudini.
"L'Uomo Infinito" è il titolo più emblematico per focalizzare la poetica dei Lamanaif, l'uomo protagonista, centro dell'universo in una prospettiva esistenziale ed emozionale.
Ogni canzone, dall'intro "L'ipnotico salto" (caratterizzato dal didjeridoo), a "Rane", "Magnolia", "Girotondo", "Puzzle!", "Insonne", alla conclusiva "I/O", è un'incessante rollercoaster ritmico ed emozionale, ricco di intuizioni e forza comunicativa. Capitolo a parte merita "L'amami", storia di un amore malato, rabbrividente crescendo teatrale, coinvolgente quanto la più paurosa sequenza di un thriller dai risvolti macabri e psicopatici. Momento unico e memorabile che da solo attesta questa straordinaria new entry nel panorama progressive italiano.

"L'uomo Infinito" viene pubblicato in lussuosa versione super-jewel-box, capace di mettere in rilievo il booklet e la componente immagine attraverso le fotografie affiancate suggestivamente ad ogni brano.
 
"Lamanaif è l'orchestra che dà voce ai pensatori del nostro tempo. E' la metafora musicale del mondo che ci circonda.  Volete seguirci?
Lasciatevi andare ad un flusso sonoro differente, indossate una maschera, camicia di forza e scarpe elegante. Cravatta a piacere.
Ecco, ora siete pronti: prendete una lama ed apritevi la testa"
 
Lamanaif offre all'ascoltatore una lama intellettuale con la quale può aprire la sua mente, e far scorrere dentro di sè tutta l'arte di cui abbiamo bisogno per vivere



HABITAT "Historias Olvidadas" (remix)   (LIZARD CD 0013)

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A celebrazione dei 15 anni dalla prima pubblicazione dell'album d'esordio del gruppo argentino degli Habitat  viene ristampato il primo disco "Historias Olvidadas" (Forgotten stories), finalmente in nuova versione remixata, con cui dare nuova liminosità alle eleganti e melodiche sonorità del gruppo di Buones Aires, guidato dal chitarrista-cantante Aldo Pinelli. Riprendono così vita canzoni gioiosamente fiabesche come "Alguien que nos mienta", "Todos del bosque", "Dos historia del pasado",  "Carreras en el cielo", "Fuman en pipa" ancora animate da freschezza, in un mix prog-etno-folk, in cui sono intravvedibili tratti stilistici e atmosfere vicine alle Orme, Genesis e Yes più melodiosi e pastorali. Due bonus tracks imprezioscono questa ristampa: una nuova versione di "La Montanas de las Ombras" e, soprattutto "No me perturbes",  originale versione di "Non mi rompete" del Banco del Mutuo Soccorso. Un'altra chicca italiana in versione argentina da parte degli Habitat, dopo "Juegos de nina" già inclusa nel loro ultimo album "Tratando de respirar en la furia".

Discografia:
1998 "Historias olvidadas"
2001 "Baul repleto de sugerencias"
2006 "Puente"
2010 "Tratando de respirar en la furia"
2012 "Historias olvidadas (remix)"



RUNAWAY TOTEM   "Affreschi e Meditazione"       (LIZARD CD 0087)

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"Affreschi e Meditazione" apre un nuovo capitolo nella lunga saga dei Runaway Totem, "Primo Frammento" di "Spiragli dell'Infinito", soprattutto un viaggio nel viaggio. Ovvero un viaggio in mondi fisici e spirituali, fra luoghi realmente esistenti sulla terra e gli affreschi e dipinti che li rappresentano.La musica, stavolta meno oscura ed esoterica ma ugualmente carica di fascino e mistero, si avvolge fra le spire dei "raga indiani", traendo da essi ispirazione e profonda spiritualità.
Sei brani, spesso intorno ai dieci minuti, dall'incedere ipnotico e ritualistico in cui le sonorità mutanti della liuteria elettronica di Cahall de Betel tessono cangianti e visionari arabeschi, intrecciati al preciso e lirico basso fretless di Giuseppe "Dauno" Buttiglione e alle percussioni di Germano "Tipheret" Morghen. 
Merita una citazione speciale "TaT (L'albero cosmico)", con il canto evocativo di Raffaello Re-Tuz Regoli, già noto per la sua stretta assonanza con le vocalità di Demetrio Stratos (dal 1996 Regoli è ideatore e organizzatore della rassegna "Omaggio a Demetrio Stratos).    
Si apre un nuovo mondo da esplorare per la storica band italiana, giunta al decimo album. Un viaggio nell'anima, appena iniziato, già ricco di sonorità meravigliose ed immaginifiche.
 
Discografia:
1993  "Trimegisto"
1996  "Zed"
1999  "Andromeda"
2002  "Tep Zepi"
2004  "Pleroma"
2007  "Esameron"
2009  "Manu Menes"
2010  "Ai cancelli dell'ombra"
2011  "Le Roi du Monde"
2012  "Affreschi e Meditazione"



ILLACHIME QUARTET  "Sales"  (Zeit Interference - Lizard records)

Illachime-Sales
A tre anni da I'm normal, my heart still works, esce SALES, nuovo lavoro dell'Illàchime Quartet, la band partenopea
attiva ormai dal 2002.
Nel corso di questi dieci anni, la musica dell'ensemble ha sollecitato più volte l'immaginazione di altri musicisti, di varia provenienza e appartenenza stilistica.
I risultati di questo interesse sono stati raccolti in SALES che, oltre a un inedito della band, contiene undici remix, o meglio, undici punti di vista intorno alla musica dell'Illachime Quartet.
Contributi di Mark Stewart, Rhys Chatham, Graham Lewis e molti altri artisti della scena avantgarde internazionale.

Official Website



MAGNOLIA "La zona d'ombra"   (LIZARD CD 0085)

magnoliaBASSA_web"La Zona d’Ombra" è un concept-album dei romani Magnolia, riformatisi dopo anni di stop. Il concept è ispirato alla vita di un condannato  a morte nel Texas, una storia raccontata attraverso 14 canzoni di cui 3 strumentali, fatte di flashback, emozioni ed "immagini" coinvolgenti. Il sound dei Magnolia si muove tra atmosfere oniriche tipiche di gruppi post-prog come Anathema, Blackfield, Gazpacho, PorcupineTree, Gathering e quelle di un prog-rock melodico (cantato in italiano) di impatto immediato ed emozionale. Il gruppo è formato da 6 elementi ed è caratterizzato dall'ottima, intensa voce di Chiara Gironi e da un rapente tappeto di strumenti acustici ed elettrici, pianoforte e chitarre “nature”, che , nonostante la dura tematica della pena di morte, cercano di creare un’atmosfera più malinconica e sognante. Splendida la confezione in digipack, corredata da booklet con immagini molto suggestive che aiutano a tuffarsi in queste specie di romanzo in musica.
“La storia che vi raccontiamo è liberamente ispirata a quella di David Hicks, un “Mister X” qualunque, come suggerisce la pronuncia del suo nome. Un giovane uomo di colore, accusato di aver aggredito e ucciso nella sua casa un’anziana parente; un uomo sulle cui responsabilità gravano e ormai graveranno per sempre dubbi. Hicks ha concluso la sua breve esistenza in un carcere del Texas, dopo un processo sommario minato dalla sua modesta condizione sociale e dopo essere stato trasferito da Ellis Unit One nel braccio della morte per ben sette volte prima della definitiva; ha avuto inoltre il triste primato di essere il primo giustiziato del 2000.  Sinceramente, a noi non interessa se Hicks fosse colpevole o innocente. La zona d’ombra nella quale il protagonista del disco si aggira è quella intermedia tra la luce piena dell’innocenza e quella oscura del male: è il luogo del dubbio e del sospetto nel quale ognuno di noi, pur non credendolo possibile, può cadere in qualunque momento, magari solo per il fatto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato; è il senso di impotenza e di ineluttabilità che sovrasta ogni intenzione e, spesso, la stessa realtà dei fatti. Abbiamo cercato di percorrere, immaginando più che altro stati d’animo e flashback di ipotetici ricordi, le tappe cruciali o i semplici momenti di rabbia e di sconforto che possono caratterizzare una vita spesa dapprima ai margini e poi dietro le sbarre; una vita che, pur non esente da aspetti discutibili, era degna di essere vissuta e che nessuno, neanche uno Stato, e per nessuna ragione al mondo, poteva permettersi di spezzare.”


THE BAD MEXICAN "This is the first attempt of a band called"
(LIZARD CD 0082)

TheBadMexicanThe Bad Mexican è una creatura aliena, incombente, difficilmente classificabile. Una banda di banditi sovversivi, destabilizzanti, con una spontanea trasversalità tra morbosa psichedelia, deliranti aggressioni heavy-rock, sperimentazione, ipnotiche ambientazioni ritualistiche. Più kraut-rock che salsa mexicana, con una propensione avant-prog-psych-rock con affinità Mars Volta, storie da scuderia Ipecac colpite da desertiche allucinazioni o affini all'estro creativo poco rassicurante degli Sleepytime Gorilla Museum.
Storie fuorilegge, appunto, non di rado benedette in casa Lizard.


"21 anime senza Dio, in cammino verso l'Inferno. Dal buio al buio, un nuovo personale splendore"
 
"Un album che contiene un numero tale di generi da lasciarti spiazzato. Danze elettrotribali, psichedelia, paludi di rumore e feedback, muri di distorsioni e finestre acustiche, momenti minimali e classic-rock, funk, voci effettate"



QUASAR L.S. - "The Dead Dream" (LIZARD CD 0012)

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