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ROZ VITALIS "Lavoro d'Amore"   (LIZARD CD 0114)

Roz-VitalisL'ultimo album dei ROZ VITALIS, l'ottavo da studio, inizia una nuova fase per il gruppo di San Pietroburgo. Come i precedenti quattro dischi, "Lavoro d'Amore" (titolo che omaggia il prog italiano) contiene pura musica strumentale.
Il suono in generale è basato sulle tastiere di Ivan Rozmainsky, da sempre il leader della band, ma trova un'importante alchimia con batteria, percussioni, basso, chitarra elettrica e acustica, flauto e tromba. Soprattutto questo album ha un piglio più prog-rock fra tutti i lavori del gruppo russo, registrato con un vero interplay da concerto.
Lo stile espresso da "Lavoro d'Amore", tipico dei ROZ VITALIS, può essere descritto come "un ramo inclassificabile del progressive rock". Tuttavia, anche per il peculiare dispiegameto di tastiere (grand Steinway piano, harpsichord, Hammond, Tesla Delicia mini 2, Elka Rhapsody 490 e altro), si potrebbe collocare tra il prog sinfonico e l'avant-prog, con
influenze psychedelic-art-rock.
"Lavoro d'Amore" è la sequenza di undici episodi strumentali, dal tratto romantico e immaginifico, a volte dal respiro lieve, incantato e pastorale, a volte più incalzanti.
"La musica di ROZ VITALIS ha a che vedere con l'ineffabile e l'insondabile. In particolare "racconta" l'aspirazione umana per una luce inaccessibile"

The newest album “Lavoro D’Amore” starts the new stage of ROZ VITALIS biography. Like four previous full-length studio releases, "Lavoro D’Amore” album contains purely instrumental music. The sound in general is based on the keyboards by Ivan Rozmainsky who is permanent leader of the band, but drums, percussion, bass, electric and acoustic guitars, flutes and trumpet are also very important! This is the most “rockish” album of the band, and it was recorded completely without guests reflecting “concert power” of ROZ VITALIS. The style of "Lavoro D’Amore" – like any other ROZ VITALIS stuff – can be described as the "Unclassifiable Branch of Prog Rock". However, such tags as "Psychedelic Art-Rock" or "Between Sympho Prog and Avant Prog", are, perhaps, also partly relevant. Music of ROZ VITALIS is about The Ineffable and The Unfathomable. In particular, it is about human aspiration for The Unapproachable Light.
"Lavoro D’Amore means Labor Of Love. What Are You Thinking About? What is it? Our answer is the following.
It is a metaphor of a person’s spiritual way. It is like a path from superficial knowledge to deepest insight. It is an analogue to the road into both the Unanticipated and Ascension Dream. It is a manifestation of both Need for Someone Else and Every Branch That Beareth Fruit. It shows space where There Are The Workers of Iniquity Fallen and Invisible Animals moved. It is a journey from sudden The Acknowledgement Day to Ending of the something very great.
It is just the Ostents of Love."


FEAT. ESSERELA'    "Tuorl"  (LIZARD CD 0113)

Feat.Esserela-Tuorl
Un debutto straordinario in casa Lizard: FEAT. ESSERELA' è un funambolico trio strumentale tastiere-chitarra-batteria, anomala line-up che risolve la questione basso alla stessa maniera di Ray Manzarek dei Doors (note basse con la mano sinistra e parte melodica, su pianoforte e suono Hammond, con la destra). Ne deriva un sound vintage dal brillantissimo interplay, sorta di Oblivion Express di Brian Auger lanciato su binari deraglianti e ipervitaminici, ricchi di cambi ritmici e soli esaltanti. Un sound eclettico che pare riecheggiare il grande epicentro rock dei '60 e '70, ma rivitalizzato da nuova energia e da grande freschezza intepretativa, tutt'altro che museale. 
I nostri eroi (bolognesi) si chiamano Renato Minguzzi (chitarra), Francesco Chiampolini (pianoforte e tastiere) e Lorenzo Muggia (batteria), non amano prendersi troppo sul serio (i titoli attestano una propensione molto divertita), ma suonano alla grande una sorta di jazz-rock-blues con rimandi classici e tinte prog-fusion e psichedeliche (con i Doors ci stanno pure certe analogie sonore).
Non sono certo casuali le muse ispiratrici ringraziate nei credits, oltre al personaggio immaginario Esserelà:" Dave Matthews Band, Stefano Bollani, e forse Claude Debussy per le tracce 5 e 6".
Ed è più di un forse perchè il pianoforte di Francesco Chiampolini, col suo il respiro classico, impreziosisce certe trame spiccatamente progressive, sino a rasentare momenti Canterburyani. Gli otto minuti e 25 secondi di "No ()" rappresentano il momento più emozionante in tal senso. Una fantastica nuova realtà italiana:  let's go Prog & Roll !!!

FEAT.ESSERELA' is a new fantastic trio keyboards-guitar-drums with a jazz-rock-blues instrumental sound and an acrobatic interplay , excellent rhythmic changes and exciting solos, like the Oblivion Express of Brian Auger launched in new derailed rails, like The Doors without Morrison but with a hyper vitamin new dimension. "Tuorl" contains eclectic 11 tracks, sometimes with classical touch (the band thanks also Debussy as a muse) and psychedelic moments.
A fantastic italian new entry:   let's go Prog & Roll  !!!



GENOMA "Silenzioso"   (ZEIT CD 006)


Genoma-SilenziosoSeconda tappa discografica per GENOMA, progetto solista di Alessandro Seravalle (GARDEN WALL), viaggio auto-esplorativo supportato da una radicale dimensione elettronico-ambientale.

Second work for GENOMA, solo project of Alessandro Seravalle (GARDEN WALL), self-exploratory journey supported by a radical-size ambient-electronic.

"From soul to soul, from child to child, from human being to human being"

"Il tentativo denominato Genoma si configura come una sorta di sonda spedita al mio interno, quello più gelosamente custodito e nascosto al mondo, il nucleo originario del mio spirito. Sia improntata all’esacerbazione dell’elemento razionale oppure al recupero di porzioni di caos pulsionale, la sonda sonica mira sempre al salvataggio del bambino in me. Si tratta di costruire un’innocenza seconda, un’innocenza al quadrato mediante una sorta di penetrazione-rotazione di 360 gradi. L’innocenza al quadrato è conditio sine qua non dell’approdo a un’espressione autentica. Già i Garden Wall tentano di rompere con la finta maschera della performatività rock fatta spesso di insopportabili clichès, primo fra tutti quello pseudo-erotico della rockstardom. Se nei Garden Wall questo sforzo è perseguito all’interno di una collettività, in Genoma sono solo. Il silenzio (“melodioso” lo direbbe Cioran), inteso ossimoricamente come negazione-assenza del suono e, al contempo, sua origine e presupposto, è più spinto e consente quindi l’apparire, per brevi istanti e in figure evanescenti, della maschera del bambino. Una maschera che si configura qui non più come mezzo di nascondimento, d’inganno e di simulazione ma anzi come istanza decisiva per un’epifania dell’anima, per un mettersi pudicamente a nudo.
Contrariamente all’italiano la lingua inglese condensa in un solo verbo, “to play” (in tedesco “spielen”), tre aspetti che non dovrebbero rimanere disgiunti.
Si può infatti “play music or an instrument” (l’italiano “suonare”), ma si può anche “play a game” (“giocare” in italiano) o, ancora, “play a tragedy or a comedy” (“recitare”). L’aspetto del “play” inteso come “suonare” è d’immediata comprensione visto che, evidentemente, è di musica che andiamo discorrendo. Vorrei soffermarmi molto brevemente sui rimanenti due. L’elemento ludico è altrettanto cruciale. Si è soliti pensare al gioco come a qualcosa di poco serio, frivolo e meramente divertente. Niente di più falso (come ha mostrato Huizinga nel suo Homo ludens). Il gioco determina invece una cornice di riferimento ben precisa dalla quale non si può evadere senza con questo “uscire dal gioco” e, di fatto, annullarlo. Il ludos, a livello intuitivo, si lega in modo immediato alla maschera del bambino. è questo l’elemento che fornisce propulsione alla sperimentazione, con i suoi richiami alla manipolazione (agita sul corpo stesso del suono) e che incarna il motore della curiosa ricerca. Quanto a “to play” nel suo significato di “recitare” il legame con la maschera è persino dell’ordine dell’autoevidenza. Ancora una volta occorre ribadire che ci troviamo di fronte a una maschera che consente l’autenticità piuttosto che dissimularla, autenticità che, a sua volta, è condizione imprescindibile della comunicazione. Vestendo un’altra maschera (e al musicista rock spesso un altro genere di maschera, più pernicioso, viene quasi imposto dalla struttura sociale nella quale si trova ad agire) il messaggio rischia di risultare inficiato, falsificato ab initio e dunque la comunicazione, che dovrebbe costituire, accanto alla componente auto-terapeutica, il fine principe del fare musica e arte in generale, non può che risultare abolita.
è dall’intersecarsi, dall’avvoltolarsi e dal compenetrarsi inestricabile dell’elemento sonoro-musicale, di quello ludico-sperimentale e di quello performativo-empirico-comunicativo che Genoma prende forma.
Genoma è quindi mezzo per andare alla ricerca del bambino interno, l’Alessandro più autentico (ammesso che ne esista uno…dubitare sempre!), offrire le sue paure e i suoi fantasmi trasfigurati (e proprio qui s’innesta la valenza auto-terapeutica, in una specie di decompressione, sempre parziale, attraverso l’espressione), ma anche le sue scoperte e i suoi sorrisi (dolci visti da qui ma forse già venati di amarezza) al vostro ascolto.
Da anima ad anima, da bambino a bambino, da essere umano ad essere umano"
                                                                      
Alessandro Seravalle



THE BAD MEXICAN  "Due"        (LIZARD CD 0112)


TheBadMexican_2Quello dei THE BAD MEXICAN è un ritorno mozzafiato!
Le atmosfere dilatate e psichedeliche del primo "This is the first attempt..." lasciano spazio ad una scrittura più essenziale, ma ancora ricca di sorprendenti cambi di registro. L'aggiunta del sax ed elettronica da parte di Davide Vannuccini ha elevato i picchi espressivi verso sonorità psych-jazz-rock, capaci di straordinarie disgressioni affiliate ai multiformi Mars Volta e persino alle follie dei Diablo Swing Orchestra.
Ma il Cattivo Messicano non si pone confini: è capace di scendere da un obliquo ottovolante e da folgoranti sferzate heavy per cullarsi in ipnotiche ballad psichedeliche e tesi andamenti western Morriconiani.
Dieci brani per un disco di grande eclettismo, dotato di un'originalità raramente riscontrabile in Italia (una diversa via progressive?)

"The return of THE BAD MEXICAN is a new amazing trip. A stunning and original trip with different atmospheres. A kind of psych-jazz-rock sound, from the ecleticism of Mas Volta and Diablo Swing Orchestra and hypnotic disgressions to Morricone's cinematic tensions. 10 tracks beyond the boundaries of conventional"

The Bad Mexican:
Tommaso Dringoli (chitarra, voce, percussioni)
Filippo Ferrari (basso, voce, elettronica, percussioni)
Matteo Salutari (batteria)
Davide Vannuccini (sassofono, elettronica)

Discografia:
"This is the first attempt of a band called The Bad Mexican"  2012
"Due"  2014




POSTO BLOCCO 19 "Motivi di sempre"        (LDV 008)

PostoBlocco19-MotiviDiSempreLungamente atteso da chi segue le trame underground del progressive italiano arriva finalmente il primo album ufficiale dei POSTO BLOCCO 19, gruppo emiliano nato addirittura nel 1972, ma con all'attivo solo un 45 giri del 1981.
Nel 2005 c'è il riassestamento della band e una ripresa concertistica (a volte con la presenza dello straordinario Bernardo Lanzetti alla voce), e ora "Motivi di sempre" suggella alla grande e doverosamente il suo meraviglioso sound settantiano.
Nei 6 brani presenti nel disco c'è l'inconfondibile magia delle sonorità della prima PFM e del Banco del Mutuo Soccorso, i due gruppi amati pricipalmente dal leader Raimondo Fantuzzi (chitarra, voce). Brani tuttavia originali, particolarmente ispirati, vicini alle tessiture della PFM e alle progressioni tastieristiche del Banco come raramente era capitato di sentire in Italia dagli anni 80 in poi.
Spicca la presenza alla voce del grande Bernardo Lanzetti nel brano "L'ultima Acqua", una progressione strumentale avvincente e liricamente toccante.
Ma ogni attimo di questo album vive del proprio respiro di matrice sinfonico-progressiva, delle trame efficaci di chitarra e tastiere,  delle belle melodie vocali (alla voce di Raimondo Fantuzzi si affianca la voce di Francesca Campagna).

Tracks:
1- A un passo dal cielo (suite 1)
2- E la musica va
3- All'alba del giorno dopo
4- Scandendo il tempo
5- A un passo dal cielo (suite 2)
6- L'ultima Acqua

Un disco imperdibile per tutti i prog-fans che amano il suono classico del rock progressivo italiano, quello più amato e celebrato anche all'estero!!!

Long-awaited album from POSTO BLOCCO 19!!!
The band is born in 1972 around the leader Raimondo Fantuzzi (guitar, vocal), but just with only a 45 rpm record dated 1981. Now the first official album "Motivi di Sempre": 6 tracks full of the magic of classic italian prog-rock sound, close to the textures of PFM and keyboards progressions of Banco del Mutuo Soccorso, with sweet melodies and pastoral moments. Special guest in "L'Ultima Acqua" the fantastic voice of Bernardo Lanzetti (historical singer of PFM).
A must for every prog-fan who loves the best italian progressive rock that has made the history of italian music!!!

BIOGRAFIA:
Il gruppo vede la luce nel 1972, e già dal'inizio si dedica allo studio del Progressive Rock, in particolare italiano, per esprimerlo in concerto dall'anno seguente, dopo aver attinto, in buona parte, dai temi musicali di PFM e BANCO, gruppi di riferimento anche in seguito. Nel 1978 la band inizia a comporre brani propri, e, parallelamente, a collaborare con alcuni cantautori, fino al 1981, anno di uscita del primo singolo, per conto dell'etichetta Pubbliart Bazar, la cui copertina diverrà il logo ufficiale della band stessa. Dopo un periodo altalenante segnato da collaborazioni  varie e produzioni individuali, nel 2005  si torna all'attività concertistica. Spicca, sul palco, la collaboraione saltuaria con Bernardo Lanzetti, concretizzata discograficamente nel 2010 in una copartecipazione a un progetto
musicale della Colossus Magazine. Dopo questo cameo, si segnala nell'anno successivo un'altra copartecipazione discografica, indi il grande concerto celebrativo dei quarant'anni di attività live, per approdare a oggi, a essere prossimi all'uscita, per la Locanda del Vento, side-label della Lizard Records (dedita a prog-rock italiano con affinità seventies),
di questo album, dal titolo altamente veritiero, realmente Progressive italiano, registrato in diretta in studio, interamente composto e arrangiato dai componenti il gruppo stesso. Da segnalare la presenza, special guest, di Bernardo Lanzetti nel brano L'ultima acqua .

La formazione di Posto Blocco 19 è la seguente:
Francesca Campagna - voce solista-
Massimo Casaro - basso-
Graziano De Palma - tastiere-
Raimondo Fantuzzi - chitarra e voce solista-Stefano Savi - percussioni-
Vittorio Savi - batteria-



RUNAWAY TOTEM "Viaggio Magico"       (LIZARD CD 0100)


RunawayTotem-VIAGGIO_MAGICO-1Tante volte i live, soprattutto di questi tempi, sono quasi inutili, mere riproposizioni di musica dei dischi da studio, senza quella dimensione ritualistica che tanto ci affascinava e coinvolgeva nei '70.
Questo “Volo Magico”, figlio di quella cultura, di quella libertà e fervore espressivo, senza ricalcare pedisseque calligrafie, ha tutta quella magia, quei suoni che attraversano terre lontane, si nutrono di overdosi alchemiche psych-etno-jazz-rock, e si proiettano nello spazio.
Questo live offre una luce e prospettiva persino diverse e trasversali in casa Runaway Totem: così visionario ma impregnato di umori etnici, così terreno eppure così alieno, ambientale eppure così vibrantemente rock, sconfinato-sperimentale eppure capace di rapire da subito senza elucubrazioni intellettualistiche.
La musica a questi livelli, non ha generi, non ha stili, non è più una questione di gusti, è qualcosa che trascende il tempo, per diventare essa stessa interprete di un tempo che potrebbe essere ieri, oggi, domani o qualcosa che non sappiamo definire. Non è più "solo" musica, è la “magia della musica”, quella vera e migliore che diventa arte superiore!
Ora RUNAWAY TOTEM, con le grandi vocalità di Raffaello Regoli e Antonella Bertini, con la mente creativa e le liuterie elettroniche di Roberto Gottardi, il motore batteristico di Germano Morghen e il basso tellurico di Giuseppe Buttiglione è diventata un'orchestra fantastica e senza confini.

"Fantastic live concert of RUNAWAY TOTEM on a double CD, recorded on May 2013. A ritualistic trip of this historical italian band (one of the best projects around italian prog from '90 years) with a magical sound between psych-ethno-jazz-rock, with echoes of Magma, Zappa and others but really original, in the spirit of gold seventies music and live concerts. Now Runaway Totem is an amazing orchestra, without boundaries"


Discografia:
- Trimegisto  1993
- Zed  1996
- Andromeda  1999
- Tep Zeri  2002
- Pleroma  2004
- Esameron  2007
- Manu Menes  2009
- Ai cancelli dell'ombra  2010
- Le Roi du Monde  2011
- Affreschi e Meditazione  2012
- Viaggio Magico  2014



LAGARTIJA "Amore di vinile"   (LIZARD CD 0108)


Lagartija-AmoreDiVinile
Ritornano gli emiliani LAGARTIJA, già apprezzati per i due dischi precendenti, anche per certe atmosfere prog-jazz-rock a tinte Canterburyane.
"Amore di vinile" è dunque il terzo album dei Lagartija. Otto pezzi di un mosaico malinconico di canzoni che si differenziano dal precedente album "Particelle" per una minore impronta strumentale e una maggiore vena cantautorale, sostenuta da un suono più pulito e “vero” (determinante l'aiuto del produttore artistico Alessandro Austoni).
Tinte ancora soffuse, vintage, caratterizzate dall'organo Farfisa e dal Fender Rhodes, con la voce elegante di Sara Aliana, stavolta affiancata anche da quella di Andrea Poggi, nel segno di un'ulteriore maturazione per una band giovane ma già ricca di talento, personalità e poesia.

Discografia:
"Ricordi?"   2009
"Particelle"  2011
"Amore di vinile"  2014

Third album for the young and appreciated band LAGARTIJA, appreciated for the prog-jazz-rock atmospheres.
Now "Amore di vinile" is a eight pieces mosaic of melancholy songs which differ from the previous album "Particelle" for the songwriting vein, with the excellent voice of Sara Aliani, ever in vintage style (Fender Rhodes, Farfisa organ, sax are ever typical in the sound of Lagartija).


AIRPORTMAN "David"     (LIZARD CD 0110)

Airportman_David
AIRPORTMAN presenta "David", un progetto strumentale-sensoriale basato su improvvisazione sovrapposta di ogni soggetto. La base del progetto è quella di permettere a ogni componente di esprimere in assoluta libertà compositiva le proprie sensazioni, sia con apporto musicale, testuale e/o visivo.
La scena di base è quella che influenza l'atmosfera del lavoro, e ogni soggetto partecipante si è inserito (con musica, testo e/o immagini) con la propria storia, con i più segreti sentimenti, senza spiegazioni o particolari motivazioni.
Ne scaturisce un mondo sonoro univoco, complesso, viscerale, microcosmi, paure, ansie.
Tutto questo è David, appartiene ad ognuno di noi, ma per ognuno di noi rappresenta qualcosa di diverso.
Uno sguardo sulle macerie di questa società, una luce flebile, un sospiro, il salto nel vuoto.
Addio David.

"Arte sotterranea in decollo da un aeroporto al di là delle nuvole" (Enrico Ramunni)
"....molto più che post-rock"

Airportman presents "David", an intrumental-sensorial project based on overlapping improvisations.
The aim of this project was to allow each member to express his feelings in absolute freedom, by means of several languages such as music, theatre and visual arts.
Starting from a common point of view, they added their own piece of story and their most secret feelings, using music, text or images - often without any explanation or clear reason.  This is David: a complex and visceral world of sounds, made of microcosms, fears and anxieties.
David belongs to everyone, but is something different for each of us.
David is a view in the wreckage of our society, a faint light, a breath and a jump into the void.
Goodbye David.

"Underground art taking off from an airport beyond the clouds" (Enrico Ramunni)
"....much more than post-rock"

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David è uno stato d’animo, è un sentire comune, rappresenta le nostre paure più recondite, è una visione del mondo cercata all’interno di noi, ognuno con la propria storia.
Abbiamo suonato e concepito tutto il materiale in sessioni separate ed in completa solitudine per poter rappresentare in piena libertà espressiva la visione più autentica e spontanea di ognuno di noi; senza compromessi o influenze esterne.
Quello che ci siamo ritrovati nell'ascolto finale è un materiale ostico, complesso ma vero nel profondo.
Buon viaggio
Airportman

"Noi a cercare uno spiraglio di luce tra quelle tende agitate dal vento; non serviva altro;
quei fasci di luce interrotti trafiggevano la stanza evidenziando improvvisamente la polvere intensa; era come soffocare, la polvere entrava nei polmoni e nel momento in cui la scorgevi così evidente era come se ti stringesse la gola sino a soffocare."



QIRSH "Sola andata"        (LIZARD CD 0102)

Qirsh-Sola_andata(cover)Per il ventennale della band ligure dei QIRSH non poteva esserci migliore suggello e occasione di un nuovissimo disco.
"Sola andata" fotografa splendidamente (non solo nell'elegante digipack con suggestive escursioni fotografiche) il viaggio di questo sestetto di Savona. Un lungo viaggio ricco di immagini e suggestioni, che spicca il volo da piccole trame provinciali verso orizzonti aperti, diversi tra loro: dalle lande glaciali descritte in "Artico" a immagini nord-africane di "Mercato Ghardaia", dal dramma del mostro di Rostov di "Figli del piccolo padre" all'incubo di "Rianimazione", dalle sconfinate prospettive di mare di "Vento delle isole" al velo opprimente di "La Nebbia".
Una costante brezza immaginifica, ribadita anche dai tre rapenti brani strumentali "Mayflower",  "5a.Finestrino" e "Malaria". Altri viaggi nel grande viaggio dei Qirsh.
La musica dei QIRSH, caratterizzata dalle doppie tastiere, è un mix originale di progressive dai tratti atmosferico-sinfonici di un certo prog italiano degli anni 70, di echi psichedelici Pinkfloydiani, della new-wave più elegante e visionaria, di folate space-prog che possono rammentare a tratti i tedeschi Eloy.
Il tutto contraddistinto da una poetica e melodie vicine al Battiato più surreale, storico-citazionista degli anni 80.

Il ventennale dei QIRSH verrà celebrato anche del libro "Volevamo essere i Pink Floyd", che racconta in chiave simpaticamente ironica le peripezie della band ligure, dai primi anni sospinti da entusiasmo e inesperienza sino ai giorni nostri più maturi e consapevoli. Sempre nel segno di un lunga, grande amicizia.

"QIRSH is a band with 20 years of underground activity.
The new album "Sola andata" sounds like a mix of different trips. 9 tracks (3 instrumental) for 9 trips with an original and imaginative sound, between italian seventies progressive, Pinkfloydian psychedelic rock, visionary new-wave. A steady breeze of melodic space-prog (also some Eloy's atmospheres) with double keyboards and surreal lyrics, close to the poetic of Franco Battiato"

Discografia:
- "Una città per noi"   1997
- "Sola andata"  2013



HABITAT "Utensilios y Artilugios".     (LIZARD CD 0105)

Habitat-Utensilios-coverQuinto album degli argentini HABITAT, ed è un nuovo viaggio, ricco di fantasia, stavolta dai tratti talvolta oscuri ed epici, a comiciare dall'iniziale "Las Gargolas", introdotta da un sinistro organo da cattedrale. Le atmosfere diventano spesso immaginifiche ("La persecucion de la nave errante", "Las Runas", "Utensilios y Artilugios"), con momenti pastorali e fatati  ("Las Hadas negras", ovvero "le fate oscure", "Tema para los campos exhaustos", "El Hombre con Navidad en su labios") sempre disposti a variazioni dolci e avventurose.

Sempre perfettamente funzionale l'apporto batteristico di Roberto Sambrizzi.
Dieci brani per quasi un'ora di magia, accostabile a certe trame del progressive inglese (Yes, Genesis sono i riferimenti più calzanti), ma con la poetica, la delicatezza melodica e la tradizione del miglior progressive sudamericano.
Difficile poter affermare, dopo il già eccellente "Tratando de respirar en la furia", che si tratti del miglior disco degli Habitat, ma di certo il gruppo di Buenos Aires, capitanato dal cantante-chitarrista Aldo Pinelli (nonchè autore di testi magnificamente fantasiosi), sta mostrando ad ogni passo notevole ispirazione, grande sensibilità compositiva e creativa da cui  sgorga musica sempe ispirata, capace di far viaggiare la mente in mondi magici e lontani.

"Another magical journey, inspired by Genesis and Yes, with the delicacy of original melodic delicacy of the South American prog!"

www.habitatmusica.com




MOORDER "II"     (LIZARD CD 0109)

Moorder_-_II_(cover)Secondo album per questo straordinario progetto strumentale guidato dal chitarrista Alessandro Lamborghini, quintetto che mette assieme chitarra, basso, batteria, trombone, tuba.

In zona Cuneiform (e naturalmente anche Lizard) i MOORDER riescono ad assemblare con talento compositivo e follia visionaria certe obliquità Crimsoniane a jazz-rock dalle movenze e  deviazioni Zappiane (con lo Zorn più "lirico" dietro l'angolo).
Le tensioni rock si stemperano in effusioni jazz-cameristiche, sostenute da grandi tessiture, interplay di grande forza espressiva e tratti filmici.
Un altro piccolo-grande tesoro nascosto dell'underground italiano.
Da scoprire senza indugi!!!


"A sharp jazzcore experience".



R-11  "Waschmaschine"    (LIZARD CD 0111)


R11-Waschmaschine

Waschmaschine è l’esperienza patafisica di un gruppo pseudo-jazz centrifugato con detersivo math-funk e sballottato nelle poliritmie asimmetriche del cestello prima di finire steso ad asciugare al sole di un minimalismo psichedelico.
Una tempesta in lavatrice, un vortice di archetti, spazzole e fuzz, rondò intergalattici ed echi ultraterreni, nostalgie mediorientali e reminiscenze bop.

Gli R-11 nascono come 'Round Eleven nell'autunno del 2001 in ambito jazzistico come formazione basso-batteria-sax, assetto rimasto tale per quasi dieci anni. Nel 2011, con l’ingresso della chitarra al posto del sax, il percorso attraversa la tradizione jazz e il math, incrociando spesso l'elettronica e il funk per giungere a un post-jazz-rock che diventa l'impronta digitale del gruppo.

The second album of R-11, excellent trio with an original instrumental sound between jazz-rock, math-funk, post-rock. For fans of Tortoise, and over...



ENTITY "Il Falso Centro"      (LDV 007)

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