OZONE PARK “Planetarium”

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OZONE PARK  “Planetarium”          (HC GL 001)
Un progetto nuovo e sorprendente, che segue il successo“Fusion Rebirth”, il primo
acclamato album del gruppo sardo.

Planetarium’ è certamente un lavoro totalmente diverso e soprendente.

Se il
primo disco della band sarda aveva l’obiettivo di avvicinare alla musica

Jazz e fusion anche un pubblico distante da questi
generi
,
nel nuovo
lavoro questo presupposto
catalizza i nuovi ascoltatori verso qualcosa
di più difficilmente classificabile, quindi tipicamente e più decisamente

classificabile come ‘Progressive’.
 
Per raggiungere questo scopo, gli Ozone Park, pur curando nei dettagli
ogni loro brano e spaziando come da consuetudine e con grande disinvoltura
fra i vari generi musicali,
hanno introdotto la componente vocale
in due delle
loro composizioni e regalato ancora una volta intrecci
melodici e armonici
complessi e sempre comprensibli, capaci di attirare l’attenzione anche de
gli
ascoltatoripoco pazienti o più giovani.
 
 
I puristi della Prog sappiano però che si tratta di un lavoro che accontenta

anche le orecchie più educate, molto vicino alla scuola di Canterbury, con

spunti decisamente meno jazzistici del lavoro precedente, ma spiccatamente

più sperimentali.



In questo lavoro sono evidenti le influenze “Zappiane” nella ricerca di testi
ironici e (apparentemente) disimpegnati , la scuola dei Wilde Flowers ma

anche l’influenza evidente di giganti come i Gentle…. Giant. 
 
A new and surprising project, which follows the success “Fusion Rebirth”, the first
acclaimed album by the Sardinian group.


‘Planetarium’ is certainly a totally different and surprising work.
If the
the Sardinian band’s first record had the aim of bringing music closer
Jazz and fusion also a distant audience from these
genres

,
in the new
I work this assumption
catalyzes new listeners towards something
more difficult to classify, therefore typically and more decisively
classifiable as ‘Progressive’.

To achieve this, the Ozone Park, while taking care of the details
each of their pieces and ranging as usual and with great ease
among the various musical genres,
they introduced the vocal component
in two of the
their compositions and once again gifted plots
melodic and harmonic
complex and always understandable, capable of attracting the attention of even
the
Little patient or younger listeners.


However, Prog purists know that it is a satisfying job
even the most polite ears, very close to the Canterbury school, with
decidedly less jazzy ideas than the previous work, but distinctly
more experimental.



In this work the “Zappian” influences in the search for texts are evident
ironic and (apparently) disengaged, the Wilde Flowers school but

also the evident influence of giants like Gentle …. Giant.
 
Gli Ozone park nascono nel 2016 durante un viaggio a New York, proprio all’interno
dell’Ozone Park, location situata nei pressi della Grande Mela e lontana
dalle mete turistiche più gettonate. Il primo lavoro è nato quasi totalmente
nella metropoli americana ed ad essa è fondamentalmente celebrato.
‘Planetarium’ invece regala emozioni decisamente più italo-anglosassoni e
progressive, evidenziando un forte legame con la musica e non con un genere musicale.
Dove andranno gli Ozones in futuro? Considerata la loro camaleontica capacità di suonare
(e adesso cantare) qualunque cosa in qualunque modo, siamo certi che riserveranno ancora
grandi sorprese.

 
OZONE PARK were born in 2016 during a trip to New York, right inside

of Ozone Park, a location located near the Big Apple and far away
from the most popular tourist destinations. The first job was born almost entirely
in the American metropolis and it is fundamentally celebrated.

‘Planetarium’ on the other hand offers decidedly more Italian-Anglo-Saxon emotions and
progressive, highlighting a strong link with music and not with a musical genre.
Where will the Ozones go in the future? Given their chameleon-like ability to play
(and now sing) whatever in any way, we are sure they will reserve again
big surprises.

Componenti:
Giuseppe Chironi: Voce, pianoforte, tastiere, elettronica.
Gianluca Cossu: Percussioni, tastiera KorgM1 , basso elettrico
Alessandro Masala: batteria