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TACITA INTESA   "s/t"

Copertina_Tacita_IntesaFinalmente ristampato ufficialmente lo splendido debutto discografico dei TACITA INTESA, album di breve durata (settantiano anche in questo senso) ma di grande estro e intensità. Sette brani con forti assonanze con il rock progressivo degli anni settanta, atmosfere e ritmi variegati, a volte incalzanti, a volte su tempi dispari, melodie sognanti, Hammond sempre protagonista assieme a chitarre hard-psichedeliche, a volte delicatamente acustiche, sempre molto ispirate.


I testi particolarmente simbolisti e immaginifici arricchiscono un sound che può riecheggiare tanto prog italiano dei 70 (inevitabile pensare a nomi come Il Rovescio della Medaglia, Raccomandata Ricevuta Ritorno, Buon Vecchio Charlie), con aperture Pinkfloydiane, tuttavia ispirato da una propria autenticità e freschezza creativa.
Per questo i toscani TACITA INTESA potrebbero diventare una prossima grande rivelazione della scena progressive italiana. Li aspettiamo al varco per una grande conferma!!!

"The official debut of TACITA INTESA, a young band with italian seventies prog sound, but also with a strong personality and inspiration. Seven songs with strong similarities with the progressive rock of the seventies (we can think about Il Rovescio della Medaglia, Raccomandata Ricevuta Ritorno, Buon Vecchio Charlie and more), varied rhythms, sometimes pressing, sometimes of odd times, dreamy melodies, Hammond always starred with hard-psychedelic guitars (some Pink Floyd atmospheres....), sometimes gently acoustic, always very inspired.
The next revelation for the italian prog-rock scene?"


SPARKLE IN GREY - The Calendar

SPARKLE_IN_GREY_CalendarOne year after Thursday Evening (2013), Sparkle in Grey are back with The Calendar. The development of this previously announced 'acoustic work' takes its basis from the classic guitar of Alberto Carozzi, on top which the violin and viola of Franz Krostopovic have progressively been layered, the electronic inserts and the field recording of Matteo Uggeri and, finally, the bass, a touch of glockenspiel, percussion and kid’s organ by Cristiano Lupo. Moreover, other musicians provided important contributions to the final arrangements on clarinet, organ, cello, double bass, piano and Alessandro Pipino of Radiodervish plays the harmonic saw.
The overall sound of the The Calendar is airy and ever-changing, accompanying the movement of the seasons from which transpires a delicate poetry, open to minimalist experimentation.

When the format of a medieval bestiary meets the virtues of contemporary happy living, a little book like the one accompanying this record might appear. Each month a species (or a family) shows a way to tackle some burning modern issues, such as fashion, community, mobility, play, storytelling, sex, water, care, welfare, recycling, art and savings. The illustrations of Matteo Uggeri appear naïf at a first glance but after they have been scrutinised carefully for a whole month (to which each track on the record is dedicated) they adopt the sharpness and density of icons. 
The booklet, enriched by scripts by Gaia Margutti, is the first release of the newly born publishing house Gattolino and is accompanied by both the standard and the Pauper Edition (where each copy also comes with a game-poster-and a unique hand-drawn/painted graphic).



SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI - Superbau

COPERTINA_SUPERBAU
Prodotto da Alex Carlin per la Gulliver Studio Production, registrato e mixato da Alessandro Battisti e masterizzato dal soundpusher Mauro Andreolli, SUPERBAU è il disco più vario e ambizioso che i SCFAED abbiano mai concepito.
In elegante digipack realizzato da Claudio Ruatti e contenente un libretto di ben 32 pagine con testi e disegni originali di Brodolfo Sgangan. SUPERBAU contiene le migliori composizioni partorite dopo il fortunato Millanta Cosae del 2007: 13 brani nuovi di zecca più 2 hit della band rivisitate per l’occasione. Brani caratterizzati da un’impronta inconfondibile che da più di dieci anni fa dei SCFAED uno dei gruppi più rispettati ed amati della regione (e non solo).

Ritmo, melodie funky-pop, sferzate metal-rock, tastiere anni ’80, massiccio uso di campionamenti, 2 inconfondibili voci, una batteria potente ed efficace e due bassi sempre in evidenza sono il marchio di fabbrica di una band unica che in concerto sprigiona tutta la sua potenza e nello stesso tempo, ironia. Difficile da descrivere, ma facile da scoprire!


CATS ON THE ROOF - Arabesques

arabesques
Nuovo singolo per la band Ucraina CATS ON THE ROOF.
I due brani "Arabesques" e "Up the pass" e l'artwork dedicato sono scaricabili gratuitamente dal sito del gruppo al link sottostante.

New single for the Ukrainian band CATS ON THE ROOF.
The songs "Arabesques" and "Up the pass" as well as the single's artwork are downloadable for free from the band's website at the following link:


Cats on the roof - Arabesques



Mylodon Records - Chile





CATS ON THE ROOF "Pros and Cons of Solitude"

Cats_on_the_Roof_2
Lizard records, sempre attenta nell'esplorare la scena avant-prog dell'est russo e dintorni, è lieta di ufficializzare la distribuzione del primo CD della band Ucraina CATS ON THE ROOF" Pros and Cons of Solitude".
Il sound dei Cats on the Roof  si colloca  in una dimensione space-prog-rock strumentale, inevitabilmente debitore di certa psichedelia Floydiana, nonchè di atmosfere filmiche con affascinanti echi Morriconiani, caratterizzato da trip strumentali intorno alla chitarra ispirata e sempre avvincente di Max Rudensky (grande appassionato anche della musica di Angelo Badalamaenti, in particolare di Twin Peaks), addetto anche a tastiere e sax.
Blues-prog-jazz-fusion all'idrogeno, proiettato nello spazio dal preciso pulsare ritmico di basso (Alexander Yegorov) e batteria (Yuri Sinitsky), con una chitarra sempre avvincente (come un David Knofler in orbita spaziale?), coadiuvata da scie e fondali di sintetizzatori.
Il delirio di "Dune" con un'acida intrusione di sax, le accattivante "Leaves", "Breakdance (Signals)" e "Pros and Cons of Solitude", gli space-blues di " Family Business" ed "A February Whores", la progressione pulsante alla Hawkwind di "The Voice of Makhalee", il finale lisergico di "Cosmos Eve", tutti  momenti importanti di un disco forte di una propria personalità e di un'espressività ipnotica quanto melodicamente coinvolgente.
 
The Ukrainian outfit CATS ON THE ROOF, which had its beginnings in the jazz / blues / rock cover band named The Black Lodge, got started with Max RUDENSKY (guitars, saxophone, keyboards), Viktor KLEPIKOVSKY (drums), Galina KISIL (voices), and Alexander YEGOROV (bass) in 2008, whilst they officially gave their first gig in one of local pubs in March 2009. Later in the same year the experienced drummer Yuri SINITSKY joined them after Galina and Viktor left the band, and they saw the light as a psychedelically improvised rock trio based upon their original compositions. With their strong intention for psychedelic / progressive / space-rock, or jazz-rock / fusion, they recorded and mixed their debut album named "Pros And Cons Of Solitude" during the summer of 2011 and finally released it in August 2012.

http://cotr.com.ua/about.php


El Retorno del Gigante




Azafran Media - Mexico




R.A.I.G. Records - Russia





I SALICI "Nowhere better than this place Somewhere better than this place"

SALICI
Dal profondo nord-est italiano, con la suggestione del fiume Isonzo ad ispirare suoni, canzoni, racconti, i Salici ci fanno scoprire la magica fragranza di un incantevole suono folkish, fortemente ispirato da tanta linfa british-folk.
Sonorità dunque elettro-acustiche, eterogenee, tra visionarie eredità anglo-celtiche, girotondi medievali imbastarditi di blues ("XII Century Blues"), sempre in stretta connessione con la terra friulana in una prospettiva naturalistica . Sonorità ricche di fascino, ballate che sanno deviare in propagazioni psichedeliche di grande forza espressiva ed emozionale, impreziosite dalla presenza di svariati strumenti come la mandola, la viella, la mandola da gamba, l'harmonium, la tromba, il flicorno. Non mancano peraltro vibrazione elettriche ed incedere rock ("Eyes in window", "Disco"), con la voce perfettamente funzionale di Devid Strussiat.
"Nowhere better than this place Somewhere better than this place" è un'autentica sorpresa, tra le radici del folk-blues di Albione sino a nomi come Fairport Convention, Jethro Tull e i Led Zeppelin celtico-acustici.
Eccellente e suggestiva anche la confezione in digipack ad esaltare la sua progettazione artigianale e la sua forte componente naturalistica e materica.
 
"Chi come noi è rimasto incantato dal neofolk acido della Dark Britannica (ossia dalla cricca di John Barleycorn Reborn e altre storie della serie) farebbe bene a prestare orecchio a questo quintetto friulano, il cui album denota un talento e un'immaginazione di sicuro spessore"
"Una costante attitudine a superare le barriere spaziotemporali è alimentata da un gioco di contrasti in perenne mutazione"
"Si intrecciano così la spirtata danza celtica di "Eyes ub Windows", col sincretismo di "XIII Century Blues", gli Zeppelin acustici di "Don't get down first", con le spirali lisergiche di "Wood Jacked" e molte cose ancora"
(Enrico Ramunni - Rockerilla)


AMP RIVE "Irma Vep"     (AR CD 001)

AmpRive_IrmaVep
L'attitudine musicale filmica, la poesia sonora in movimento, sono le caratteristiche essenziali degli Amp Rive.
Un interessante nome nuovo, costola dei più noti The Death of Anna Karina, affine a sonorità
post-rock ma affatto in slowmotion (persino progressive in una concezione moderna), più dinamiche e circolari dell'archetipo Mogwai, più sognanti e viscerali rispetto alle tessiture Tortoise, tra movenze eteree e incalzanti progressioni elettriche (in tal senso più vicini agli Explosions in the Sky).
"Irma Vep" è una sequenza di 6 brani strumentali di ammaliante leggerezza, dallo spleen rapente e psichedelico, accompagnata da una splendida confezione digi-pack, ad accentuare il fascino complessivo di questo disco d'esordio (ma sono parecchie e rilevanti le esperienze precendenti) col suo tratto lieve e minimale.

http://amprive.blogspot.com/


DISEN GAGE "The reverse may be true" (R036)

Disen_Gage_The_Reverse
Ancora una grande novità dalla nuova, sorprendente fucina dell'avant-rock russo: i Disen Gage, giunti al loro terzo album, assemblano un'originalissimo mix progressive, fusion, world-music, psychedelic e fripp-rock, frutto di grande destrezza tecnica ed eclettismo.
Travolgenti progressioni e tessiture all'insegna di uno straordinario interplay strumentale, triturando King Crimson, Djam Karet, Ozric Tentacles, Morricone e molto altro... in salsa russa ovviamente.
"Il contrario può essere vero", un titolo che assolutamente emblematico per i Disen Gage, capaci di deragliare da ogni presunta certezza ed ovvietà di genere musicale, laddove il rock diventa trasversalità e grande libertà (e forza) espressiva.


Masque Records - Brazil




Viajero Inmovil Records - Argentina





BLANK MANUSKRIPT "Tales from an island" 
(BM 220384) Impressions from Rapa Nui
 
BlankManuscript-TalesDa Salisburgo, città di Mozart, arriva questo concept dalle affascinanti connotazioni epic-prog, influenzate dalle sinfoniche tessiture di stampo Genesis, talvolta contaminate da incursioni psichedeliche Pinkfloydiane, con la chitarra di Christian Breckner in buona evidenza. Le atmosfere di ampio respiro, dai chiari rimandi seventies, trovano un ruolo centrale nel grand piano di Dominik Wallner, addetto anche ad organo e synths, tra momenti epico-romantici impreziositi anche dalla dolcezza del flauto, e progressioni ritmiche più sostenute, rafforzate da percussioni e soli di sax.
Un debutto particolarmente suggestivo ed interessante da parte di una giovane band molto promettente.


ALDO PINELLI "La Era de Melania"  (HTT 07)

Pinelli_-_la_era_de_melaniaGiunge al terzo album solista il leader dello storico gruppo argentino Habitat."La Era de Melania" (sottotitolo "Mujeres, lugares y momentos") conferma la raffinata eleganza in direzione acustica, le atmosfere fiabesche ed incantevoli tipiche del musicista di Buenos Aires, riferibili alle malie espressive di Steve Hackett e Mike Oldfield.Ogni brano (la maggior parte strumentali) è un piccolo gioiello di melodia dagli umori folk con rimandi medievali e neo-classici, con chitarre classiche, acustiche ed elettriche sempre protagoniste, appena velate di tastiere, accompagnate dal flauto traverso ed il violoncello di Paula Dolcera e le percussioni di Silvia Pratolongo.Una toccante sequenza di diciassette brani, impreziosita dai tredici minuti dal respiro progressive di "Bahia de Ushuaia", che sanno infondere dolcezza, serenità e gioia, consolidando il pregevole mondo artistico di Aldo Pinelli.




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