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AMP RIVE "Irma Vep" (AR CD 001) L'attitudine musicale filmica, la poesia sonora in movimento, sono le caratteristiche essenziali degli Amp Rive.
Un interessante nome nuovo, costola dei più noti The Death of Anna Karina, affine a sonorità
post-rock ma affatto in slowmotion (persino progressive in
una concezione moderna), più dinamiche e circolari dell'archetipo
Mogwai, più sognanti e viscerali rispetto alle tessiture Tortoise, tra
movenze eteree e incalzanti progressioni elettriche (in tal senso più
vicini agli Explosions in the Sky).
"Irma Vep" è una sequenza di 6 brani strumentali di
ammaliante leggerezza, dallo spleen rapente e psichedelico, accompagnata
da una splendida confezione digi-pack, ad accentuare il fascino
complessivo di questo disco d'esordio (ma sono parecchie e rilevanti le
esperienze precendenti) col suo tratto lieve e minimale.
http://amprive.blogspot.com/
DISEN GAGE "The reverse may be true" (R036)  Ancora una grande novità dalla nuova, sorprendente fucina dell'avant-rock russo: i Disen Gage, giunti al loro terzo album, assemblano un'originalissimo mix progressive, fusion, world-music, psychedelic e fripp-rock, frutto di grande destrezza tecnica ed eclettismo. Travolgenti progressioni e tessiture all'insegna di uno straordinario interplay strumentale, triturando King Crimson, Djam Karet, Ozric Tentacles, Morricone e molto altro... in salsa russa ovviamente. "Il contrario può essere vero", un titolo che assolutamente emblematico per i Disen Gage, capaci di deragliare da ogni presunta certezza ed ovvietà di genere musicale, laddove il rock diventa trasversalità e grande libertà (e forza) espressiva.
Masque Records - Brazil
Viajero Inmovil Records - Argentina
BLANK MANUSKRIPT "Tales from an island" (BM 220384) Impressions from Rapa Nui
 Da Salisburgo, città di Mozart, arriva questo concept dalle affascinanti connotazioni epic-prog, influenzate dalle sinfoniche tessiture di stampo Genesis, talvolta contaminate da incursioni psichedeliche Pinkfloydiane, con la chitarra di Christian Breckner in buona evidenza. Le atmosfere di ampio respiro, dai chiari rimandi seventies, trovano un ruolo centrale nel grand piano di Dominik Wallner, addetto anche ad organo e synths, tra momenti epico-romantici impreziositi anche dalla dolcezza del flauto, e progressioni ritmiche più sostenute, rafforzate da percussioni e soli di sax. Un debutto particolarmente suggestivo ed interessante da parte di una giovane band molto promettente.
ALDO PINELLI "La Era de Melania" (HTT 07) Giunge al terzo album solista il leader dello storico gruppo argentino Habitat."La Era de Melania" (sottotitolo "Mujeres, lugares y momentos") conferma la raffinata eleganza in direzione acustica, le atmosfere fiabesche ed incantevoli tipiche del musicista di Buenos Aires, riferibili alle malie espressive di Steve Hackett e Mike Oldfield.Ogni brano (la maggior parte strumentali) è un piccolo gioiello di melodia dagli umori folk con rimandi medievali e neo-classici, con chitarre classiche, acustiche ed elettriche sempre protagoniste, appena velate di tastiere, accompagnate dal flauto traverso ed il violoncello di Paula Dolcera e le percussioni di Silvia Pratolongo.Una toccante sequenza di diciassette brani, impreziosita dai tredici minuti dal respiro progressive di "Bahia de Ushuaia", che sanno infondere dolcezza, serenità e gioia, consolidando il pregevole mondo artistico di Aldo Pinelli.
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